Sono definiti Animali tutti gli organismi eucarioti, con differenziazione cellulare, eterotrofi e mobili durante almeno uno stadio della loro vita. Il regno animale è costituito da circa 1,5 milioni di specie viventi, raggruppate in particolari categorie tassonomiche definite dal sistema di classificazione scientifica. Il phylum più rappresentativo è, senza dubbio, quello degli Artropodi che conta circa 1 milione di specie, di cui 750.000 appartenente alla classe degli Insetti. La disciplina biologica che studia gli animali viene detta Zoologia. Essendo così vasto le specie appartenenti al regno animale presentano, come ogni giorno possiamo osservare intorno a noi, una enorme biodiversità. Possiamo raggruppare le specie in categorie tassonomiche via via più ampie individuando i piani strutturali comuni. In tutti gli animali, escludendo quelli più primitivi da un punto di vista evolutivo, il tegumento, l'apparato scheletrico e il sistema muscolare sono variamente in rapporto tra loro e dipendono strettamente dall'ambiente in cui gli organismi vivono. Il tegumento, oltre alla funzione di protezione dell'ambiente interno da eventuali pericoli provenienti dall'ambiente esterno all'animale, può nei vari taxa svolgere varie altre funzioni. Nei Platerminti e in altri Phyla minori rappresenta il sistema di scambio dei gas. Dà origine a varie strutture: conchiglie, gusci, esoscheletro, peli, penne, corna e capelli. Gli animali, come già ricordato sono organismi eterotrofi, non sono cioè in grado di fabbricarsi da soli l'alimento come le piante, ma devono procurarselo nutrendosi di piante, altri animali o resti di altri animali. Così come per gli altri sistemi e apparati, varie sono le modalità sviluppate dai vari phyla riguardo alle abitudini alimentari, alla digestione delle sostenze ingerite e ai propri processi metabolici. L'apparato circolatorio svolge la funzione di distribuire le sostanze nutritive alle cellule del corpo. Può contenere anche cellule e pigmenti respiratori. Può essere chiuso o aperto, o addirittura mancare del tutto, come in alcuni Phyla. L'apparato respiratorio è costituito dall'insieme delle strutture attraverso le quali l'aria entra dalla bocca e dal naso per arrivare ai polmoni e da questi ritornare all'ambiente esterno. L'apparato respiratorio si distingue in vie aeree inferiori e vie aeree superiori. Le vie aeree superiori sono costituite da organi collocati esternamente al torace: naso, faringe, laringe; le vie aeree inferiori comprendono organi posti all'interno del torace: trachea, bronchi e polmoni. La funzione svolta dall'apparato respiratorio è la respirazione. La finalità di questo processo è rifornire il sangue di ossigeno e liberarlo dall'anidride carbonica, che è un prodotto di scarto dell'attività cellulare. Come funziona l'apparato respiratorio. Le azioni che rendono possibile l'immissione e l'emissione di aria dai polmoni sono chiamate rispettivamente inspirazione ed espirazione. Durante l'inspirazione l'aria contenente ossigeno entra nel naso e da qui passa alle altre vie respiratorie per arrivare ai polmoni. Se il naso è ostruito oppure se il volume dell'aria inspirata deve essere elevato, come avviene ad esempio durante uno sforzo fisico, l'aria entra dalla bocca. Finita l'inspirazione, nei polmoni si verifica uno scambio gassoso nel corso del quale l'aria cede ossigeno al sangue e il sangue cede anidride carbonica all'aria. Terminato lo scambio gassoso, l'aria contenente anidride carbonica viene espulsa dai polmoni e ripercorre a ritroso le vie respiratorie per essere restituita all'ambiente esterno. Sono delle ghiandole che secernono particolari composti che svolgono la funzione di trasmettitori di segnale tra parti differenti del corpo. Gli organismi unicellulari sono in grado di rispondere a uno stimolo esterno con una reazione, dimostrandosi eccitabili o irritabili. Dal passaggio alle forme pluricellulari nasce la necessità di un sistema nervoso capace di gestire e coordinare le funzioni dei vari tessuti, apparati e sistemi in modo che essi agiscano come un'unità. La riproduzione può avvenire sessualmente o asessualmente. La riproduzione asessuale, tipica dei Batteri e dei Protozoi, è nel regno animale molto meno diffusa e, sostanzialmente, presente solo nei phyla meno evoluti, dove comunque si può avere anche una riproduzione sessuale. A volte è presente l'alternanza di generazioni. È ormai accertato che la nascita della vita è avvenuta nell'ambiente acquatico. Ancora oggi la maggioranza dei phyla viventi abitano prevalentemente quest'ambiente. Addirittura esistono phyla che possono essere considerati endemici dell'ambiente marino mentre nessun phylum viene considerato endemico dell'ambiente delle acque dolci. Dall'acqua, nel corso delle ere geologiche, vari gruppi hanno saputo conquistare spazio nell'ambiente terrestre, mentre altri hanno optato per una vita di simbiosi o parassitismo. Il passaggio dall'ambiente acquatico a quello terrestre è avvenuto grazie all'azione fotosintetica delle alghe unicellulari prima e delle piante poi, che hanno via via arricchito l'atmosfera di Ossigeno, causando il passaggio da un ambiente fortemente riducente a uno ossidante. Il cane è un mammifero carnivoro che con la addomesticazione è educato come onnivoro. Il cane è un animale dotato di una notevole adattabilità e versatilità, che contribuiscono alla sua facile convivenza con l'uomo e che lo rendono un buon compagno e un aiuto prezioso in molte situazioni sul lavoro oltre che un amico fedele sempre pronto ad accorrere in aiuto del suo padrone. Le famiglie italiane che possiedono un cane sono 6,8 milioni. Il cane è un animale sociale che vive in un branco gerarchicamente organizzato: quindi, per ottenerne ubbidienza e per poterlo educare è necessario stabilire chiaramente chi comanda il o e farsi riconoscere come suo superiore nel branco misto di cani e umani in cui si trova a vivere. Stabilito questo il cane è, fra gli animali addomesticati, forse il più facile ed il più proficuo nell'addestramento, ed è capace di eseguire un gran numero di comandi, generalmente impartiti con la voce, ma in qualche caso anche con gesti. I metodi e di addestramento del cane si fondano principalmente sulla correzione dei comportamenti i, fino all'ottenimento del comportamento desiderato. Questo avviene necessariamente con l'applicazione di forme di punizione di varia intensità, dal semplice strattone applicato tramite il guinzaglio, fino all'uso e abuso di veri e propri strumenti di tortura quali i collari a punte e/o elettrici, questi ultimi controllati a distanza tramite telecomando. Il progredire delle conoscenze etologiche, e la crescente sensibilità animalista, hanno fatto si che negli ultimi anni si siano diffuse a partire dal mondo anglosassone nuove tecniche di educazione gentile, basate sul premio, o meglio sul rinforzo del comportamento desiderato, tramite bocconi, giocattoli, carezze. Una delle metodologie più efficaci, anche se spesso male interpretata da chi la applica in modo approssimativo ed improvvisato, con conseguenti scarsi risultati è quella del Clicker training. Nell'ambito delle attività organizzate di addestramento, vanno diffondendosi per seguito e per approfondimento le "prove di lavoro" riservate ad esemplari delle razze di utilità; si tratta di manifestazioni cinotecniche e sportive organizzate allo scopo di mettere in evidenza le qualità naturali del cane, nonché la sua attitudine ad apprendere l'addestramento specifico e per individuare e fare conoscere, ai fini dell'allevamento, i soggetti dotati di carattere migliore e più idonei al lavoro. Evolutivamente, si è ritenuto a partire dagli studi di Konrad Lorenz che il cane potesse discendere dal lupo o dallo sciacallo, o da entrambi, che avrebbero dato origine e "razze primitive" diverse, dalle quali sarebbero derivate le molteplici forme attuali. I più recenti studi basati sulla genetica, supportati dagli approfondimenti paleontologici, hanno portato a ritenere valido il riconoscimento del lupo grigio Canis lupus come progenitore del cane domestico, riconosciuto come sottospecie Canis lupus familiaris. Ancora incerte sono le ipotesi sul processo di addomesticazione. Una delle ipotesi più accreditate è quella dei coniugi Ray e Lorna Coppinger, biologi, che propongono la teoria di un "addomesticamento naturale" del lupo, una selezione naturale di soggetti meno abili nella caccia, ma al contempo meno timorosi nei confronti dell'uomo, che avrebbero cominciato a seguire i primi gruppi di cacciatori nomadi, nutrendosi dei resti dei loro pasti, ma fornendo inconsapevolmente un prezioso servizio di e, stabilendosi in seguito nei pressi dei primi insediamenti, e dando il via ad una sorprendente coabitazione tra due specie di predatori, con reciproci vantaggi. Alcuni di questi "cani selvatici" sarebbero poi stati avvicinati ed adottati nella comunità umana village dogs, i "cani pariah" che si trovano ancora oggi in alcune società, cani "di tutto il villaggio", tollerati per il loro ruolo di spazzini e di predatori di piccoli nocivi, dando il via ad un perfetto esempio di coevoluzione. Quasi certamente, come dimostrato anche dagli studi di Dimitri Belayev, la naturale selezione basata sulle attitudini caratteriali all'addomesticamento ha provocato la comparsa di mutamenti fisici dalla riduzione del volume cranico, all'accorciamento dei denti, ma anche la comparsa di caratteri quali le chiazze bianche sul mantello e le code arrotolate. Nei siti archeologici più antichi, numerosi sono i ritrovamenti di resti di cani che pure testimoniano le prime differenze dall'antenato selvatico, anche se recanti per lo più evidenti segni di macellazione. La prima testimonianza di un legame nuovo, più profondo, tra uomo e cane, lo troviamo nella cultura natufiana, risalente a 12000 anni fa, in una tomba che conserva di resti di un uomo anziano che appoggia la testa ed una mano al corpo di un cucciolo. La prima differenziazione tra le diverse e locali, è da attribuirsi alle diverse sottospecie di lupo che vennero addomesticate quasi contemporaneamente in diverse parti del mondo, in situazioni geografiche e climatiche altrettanto dissimili. Possiamo farci un'idea del loro aspetto se prendiamo in considerazione le razze e riunite nel gruppo 5 della classificazione FCI cani di tipo spitz e primitivo, appunto. I primi cani erano certamente lavoratori versatili, in grado di assolvere molteplici compiti, dalla guardia del villaggio all'ausilio nella caccia, dal trasporto di piccoli carichi alla conduzione delle prime mandrie della nascente pastorizia. Successivamente, i soggetti più dotati fisicamente e/o attitudinalmente per i diversi impieghi, cominciarono ad essere selezionati dall'uomo, in modo dapprima o privilegiando i preferiti con una migliore alimentazione, poi con metodi sempre più efficaci. Può essere interessante osservare come le grandi variazioni morfologiche che hanno permesso al lupo di i in alano, chihuahua oppure bassotto, si sono presentate nel corso dei secoli in forma involontaria, vere e proprie mutazioni spontanee che l'uomo ha saputo sfruttare e valorizzare; la struttura del levriero non era certo e da parte di un cacciatore del deserto, ma lui ha saputo osservare come i suoi cani più validi nel raggiungere la preda fossero quelli dotati di arti lunghi e sottili, sterno carenato e coda portata in modo da bilanciarne il movimento in velocità: ecco nascere nella sua mente una sorta di "standard di razza", da ricercare nella scelta dei cani dai quali farsi accompagnare nella caccia. Si sono talvolta sfruttate quelle che potevano apparire assurde bizzarrie genetiche, quali il nanismo acondroplasico arti corti su corpi normali, utili in cani adibiti a seguire la selvaggina nel folto dei cespugli, o dentro le tane: ecco la comparsa delle forme e in molte razze da caccia! Molto interessante, poi, lo ricostruzione dell'evoluzione delle razze attraverso il fenomeno del pedomorfismo neotenico, la conservazione cioè nei cani adulti di alcuni tratti morfologici e caratteriali tipici di diverse fasi giovanili dello sviluppo del lupo. In base a tale teoria, si possono raccogliere le razze in 4 gruppicani primitivi-con proporzioni della testa e struttura generale fortemente lupine, orecchie erette. Esempi: groenlandese, laika, pharaon hound, basenji, vasgotaspetz pedomorfi di primo grado-teste allungate, stop accentuato, orecchie semi erette. Sono segugi e cani paratori, con spiccato istinto all'inseguimento. Esempi: wolfhound, bloodhound, bracchi, collies, terrier, bassettipedomorfi di secondo grado-teste più larghe, musi più quadrati, stop marcato, orecchie pendenti, pelle più spessa. Cani giocatori con gli oggetti, buoni riportatori. Esempi: terranova, retrievers, barbet, spaniels, bichonpedomorfi di terzo grado-accentuati diametri trasversali, musi corti o cortissimi, occhi frontali, orecchie piccole e cadenti, cute abbondante che forma rughe, molto predisposti all'accumulo di grassi. Cani i anche nella forma giocosa, fortemente territoriali e diffidenti. Esempi: mastini, cani da montagna, cani da presa, bulldog, carlino, pechinese. Nel tempo, l'uomo ha selezionato molte diverse razze e varietà di cani, per avere un aiuto nelle sue molte attività: esistono quindi oggi razze di cani da pastore, da caccia, da guardia, da compagnia, da corsa e altre ancora. Bastardino è un termine di uso comune con cui si indica normalmente un meticcio,un cane frutto di un incrocio di razze canine diverse. Detti anche "cani fantasia" rappresentano una tipologia di cani molto eterogenea,ma da considerarsi la più diffusa. A differenza dei cani di razza, dei quali vi è una forte mercificazione, i bastardini non hanno un valore commerciale. Spesso per tale motivo sono maggiormente soggetti all'essere abbandonati, fatto più frequente nella stagione estiva, incrementando di conseguenza il fenomeno del randagismo e il sovraffollamento dei canili, nonché contravvenendo alla legge sempre più severa in materia. È opinione comune che il cane cosiddetto bastardino sia normalmente più immune alle malattie, più longevo, più intelligente e c'è chi aggiungerebbe anche più affettuoso di un qualunque cane di razza. In realtà,tali opinioni possono essere spiegate come nel caso della maggiore a con il fenomeno del cosiddetto vigore ibrido, che si contrappone all'indebolimento genetico portato dalla selezione talvolta purtroppo errata e/o esasperata in alcune razze. Per quanto riguarda le differenze caratteriali ed e,si tende a trascurare il fatto che molte razze sono state selezionate anche da un punto di vista attitudinale e comportamentale per svolgere determinati compiti,e la loro e tende ad essere confusa dai non esperti per mancanza di intelligenza. Studi scientifici hanno evidenziato tra le razze e nel confronto con i meticci differenti attitudini,vari gradi di motivazione e di addestrabilità, ma NON differenti livelli di intelligenza. Nei cani sono state selezionate razze da migliaia di anni, talvolta incrociando fra loro cani ancestrali della stessa linea, qualche volta mischiando cani da linee molto diverse, la cosa continua ache oggi creando una moltitudine varietà di razze canine. In questa lista vengono elencate razze riconosciute dalla FCI segnalate dal numero dello standard ufficiale che segue il nome, razze riconosciute da enti non affiliati alla stessa FCI, razze e/o varianti locali non ufficialmente riconosciute o in via di riconoscimento,e anche alcune nuove razze ancora "in via di sviluppo". Sono stati adottati in questo elenco i nomi ufficiali delle razze,secondo la terminologia FCI. Si è ritenuto di utilizzare la traduzione italiana nei casi in cui questa sia di uso corrente nel mondo cinofilo. In alcuni casi sono riportati in elenco entrambi i nomi. Beagle è una razza di cani da caccia di taglia media, simile all'apparenza ad un foxhound ma più piccolo, con gambe più corte e con orecchie più lunge e soffici. I beagle sono cani da caccia con un ottimo fiuto usati perlopiù per cacciare animali come conigli e lepri. I beagle sono la razza di cani più usati come cavie, a causa delle caratteristiche del loro cuore e per il loro buon temperamento. , in quanto tale, è una razza canina piuttosto giovane, essendo allevato solo dalla fine dell"800. Appartenente alla famiglia dei Molossoidi, affonda le sue radici in Germania; attorno al 1870 un gruppo di cinofili di Monaco di Baviera crearono il loro cane ideale tentando l'incrocio tra il Bullenbeisser e il Bulldog Inglese. Nel 1895 fu iscritto ai registri geneaologici il primo esemplare di boxer di nome Flocki. Sicuro, raramente diffidente, di una stabilita caratteriale disarmante, frutto della buona selezione. Una frase può a ragione ben descrivere l'indole giocosa da eterno cucciolone. .. "IL BOXER MUORE GIOCANDO" a sottolineare come anche in vecchiaia mantenga un indole molto positiva. Il Boxer è un cane molto affettuoso, leale, socievole e dolce, particolarmente adatto ai bambini molto protettivo nei loro confronti; esuberante, gran giocherellone, molto curioso, ha un'inarrestabile gioia di vivere. Ottimo cane da compagnia, ma coraggioso difensore dei membri della famiglia, si presta bene all'addestramento perché, grazie alla sua vivacità se abbinata a metodi non coercitivi, può ottenere grandi risultati in addestramento sportivo e non. Si dice che il Boxer è un atleta ma non un culturista, e questa frase può rendere bene l'immagine di una struttura fisica eccezionale, di grande atleticità senza nel contempo risultare pesante, quindi adatta alla funzione di cane da difesa-compagnia. Come quasi la totalità dei Molossoidi non è una razza longeva, in vecchiaia poò soffre di patologie agli occhi, può soffrire di problemi cardiaci spesso di origine ereditaria. Come molti altri cani può soffrire di displasia all'anca, ha una cute tendenzialmente grassa la quale può comunque causare problemi minori risolvibili con una corretta alimentazione. Tradizionale, ma ormai in forte diminuzione, è l'usanza di amputarne la coda e le orecchie per motivi estetici. È di origini antichissime come tutti i cani da pastore. Alcune notizie lo vogliono già allevato alla corte di Carlo Magno 742-814 d. C Di certo sappiamo che un cane molto somigliante al Pastore della Brie era raffigurato su uno scudo conservato nella chiesa di Montdidier, in Francia. La scena raffigurava un combattimento, avvenuto nel 1371, tra il cane e l'assassino del suo padrone. La prima descrizione del pastore della Brie appare nel 1809 in un'opera dell'abate francese Rozier, ma si deve attendere quasi un secolo per il primo standard e la prima iscrizione al Libro Briard Francese con il nome di "Pastore di Brie". Nel 1897 il Club Francese del Cane da pastore stabilì alcune regole necesssarie per una corretta selezione, ponendo termine a esperimenti che rischiavano di deteriorare la razza. Progressivamente scomparve la varietà a pelo lanoso e prese il sopravvento quello con pelo cosiddetto "di capra", lungo e abbondante. La coda è intera, ben fornita di peli, con uncino all'estremità; portata bassa, deve arivare ala punta del garretto o superarla al massimo di 5 cm. Sono ammessi tutti i colori uniformi, ma raccomandabili solo le tinte scure. Penalizzati sono il nero e il fulv non abbastanza caldo. Da squalifica il bianco, il marrone e il mogano. Il pelo è flessuoso, lungo, secco con leggero sottopelo. Sul muso i peli formano barba, baffi e sporaccicglia e velano leggermente gli occhi. La testa è forte e allungata. Lo stop è accentuato ed egualmente distante dalla cima della testa e dalla punta del tartufo. La fronte è leggermente arrotondata. Il muso non è stretto né a punta. I piedi: forti e rotondi, con dita serrate e unghie nere. Forte e coraggioso, ottimo cane da lavoro meraviglioso compagno per il o umano. Il suo spiccato temperamento richiede polso e una buona educazione. Non va però dominato ma semplicemente conquistato. E, una volta inserito in un quadro gerarchico ben definito, sa ripagare con affetto e lealtà. Il suo amore per la famiglia infatti, compensa qualunque sforzo compiuto per educarlo. Pur essendo molto adattabile, rimane un cane molto attivo e dinamico la cui esuberanza va sfogata con abbondante attività fisica. In ogni caso, è ben ricettivo ai comandi e ubbidisce senza titubanze, tanto che anche al guinzaglio non crea mai alcun problema. Il Bulldog Inglese è un cane di tipo molossoide originario della Gran Bretagna, inserito nel Gruppo 2 della Federazione Cinologica Internazionale. Venne allevato in origine primi dell' '800 come cane da combattimento; da più di cento anni la selezione viene fatta per carattere e quindi il Bulldog Inglese è oggi a tutti gli effetti un cane da compagnia. Il suo aspetto è molto particolare: visto di fronte appare basso sugli arti, largo, con anteriore fornito di zampe corte ma possenti e muscolose, lievemente angolate verso l'esterno ma non mancine la cui curvatura deve dipendere unicamente dalla massa muscolare molto sviluppata; il posteriore appare più stretto, con zampe più lunghe e meno spesse, che fanno assumere al Bulldog Inglese una caratteristica linea detta a "dorso di carpa" o roach back; questa differente larghezza della parte anteriore e posteriore, inoltre, fa assumere al cane visto dall'alto una caratteristica forma "a pera". La testa appare molto larga la sua circonferenza dev'essere all'incirca uguale all'altezza al garrese, tipicamente brachicefala, con muso molto corto. La correttezza dello standard vuole che la parte inferiore della punta della mandibola crei una linea retta combaciando con la punta del tartufo e con l'estremità della fronte il cosiddetto lay back; la canna nasale è cortissima e deve permettere al cane di respirare agevolmente e senza rantoli penosi. In realtà è facile sentire, soprattutto se il clima è caldo e il cane è affannato a seguito di un esercizio fisico, un Bulldog emettere dei rumori di respirazione: questo è dovuto al fatto che, avendo il cane un muso molto corto, la parte finale del palato, che è in tutti i cani più molle della parte iniziale, vibri sonoramente. Le orecchie hanno una forma, detta "a rosa"; la coda può essere "a manico di pompa", che è la forma più desiderabile, ma anche molto corta e lievemente attorcigliata. Nelle competizioni quest'ultima non viene penalizzata. La taglia del Bulldog Inglese è molto differente a seconda del sesso; in questa razza infatti il maschio è notevolmente più massiccio e sviluppato della femmina. La misura al garrese per i soggetti maschi varia da un minimo di 40 cm al garrese ad un massimo di 46cm. Per le femmine si va dai 35 ai 40cm. La vita media di un Bulldog Inglese si aggira intorno agli 8-9 anni, ma un esemplare ben alimentato ed a cui non è negato un discreto movimento quotidiano, può superare tranquillamente i 10 anni. Nonostante la massa, il Bulldog può essere un cane incredibilmente atletico, basta un buon allenamento quitidiano: non sarà mai un Levriero, ma potrà stupire con scatti repentini e salti inimmaginabili. Il carattere è quanto di più fantastico possa esistere tra le razze canine: il Bulldog è dolce, sensibile, intelligente, con una incredibile predisposizione per i bambini e difficilmente reagisce alle provocazioni degli altri cani;nonostante ciò non bisogna dimenticare che è un cane dall'incredibile forza fisica e , che se gravemente provocato potrebbe reagire recando gravissimi danni all'avversario. È perciò buona abitudine controllarlo durante i giochi con gli altri cani. A volte può essere un pò testardo ed indolente,ciò è dovuto alla sua estrema cocciutaggine che a volte può risultare frustrante per un padrone poco avvezzo alla razza. Gli esemplari più svegli e attivi sono degli ottimi cani da guardia, ma anche da difesa. Non bisogna farsi infatti confondere dalle sue ridotte dimensioni e dalla sua apparente flemma: il Bulldog , anche senza nessun addestramento è in grado di riconoscere perfettamente le situazioni di pericolo. Se qualcuno dovesse minimamente minacciare il padrone, i suoi cari o la proprietà, egli interverrebbe implacabilmente con risultati eccezionali. Il Bulldog è una razza consigliata oltre che per i bambini,anche per portatori d'Handicap ed anziani. I problemi che lo affliggono,derivano da una lunga selezione improntata all'esasperazione dei caratteri fisici ipertipo. Alcuni allevamenti seri stanno lavorando per cercare di ridurre a livelli accettabili le principali problematiche. Il problema principale della razza è il caldo: il suo essere brachicefalo infatti lo sottopone a sforzi respiratori particolari. È un cane che non va mai fatto entrare in un auto calda, che non va mai fatto agitare quando il clima è caldo e parimenti va controllata la sua attività fisica con quel tipo di clima. I problemi che potrebbero insorgere, come il colpo di calore, potrebbero essergli fatali. Alcuni esemplari, soprattuto quelli provenienti da negozi ed allevamenti improvvisati, presentano gravi displasie dell'anca. Questa è una patologia che non sempre si riesce a risolvere, nonostante le operazioni. Negli ultimi anni,dato il costo elevato di questa razza che si aggira sui 1700 euro,si è venuto ad incrementare il mercato di importazione dai paesi dell'est,che propone bulldog a prezzi stracciati,ma privi di ogni controllo medico. Queste, bisogna dire, sono situazioni estreme: il 90% dei bulldog infatti sono sanissimi e conducono un'esistenza felicissima e lunga. Prima di acquistare un bulldog,dovete vedere i genitori,conoscerli,passare un pò di tempo con loro. Un buon allevatore desidera per i cuccioli dei buoni padroni. quindi non vi impedirà di fare questo. Come per tutti i cani, l'alimentazione è meglio che sia di tipo secco, in quanto perfettamente bilanciata per le esigenze del cane. Però il Bulldog Inglese, anche essendo un cane di taglia media, ha più caratteristiche che lo accomunano ai cani di taglia grande o gigante e quindi per questo motivo è meglio scegliere mangimi di tipo Large per razze grandi o giganti, in quanto, oltre ad avere dei tenori proteici più adeguati alla razza contengono molto spesso La Condroitina e la Glucosammina, sostanze presenti nei pesci e che rafforzano le cartilagini, e preservando il cane da infortuni dovuti all'eccesso di peso da adulto o alla crescita troppo veloce nel cucciolo. Sarebbe opportuno somministrare al cucciolo degli integratori delle sostanze prima citate, al fine di consentirne una crescita senza problemi. È sconsigliato soministrare Calcio senza opportuni esami, in quanto già presente in una dieta bilanciata ad esempio con il mangime secco; il suo eccesso provoca carenze nell'assimilazione di altri minerali ad esempio lo Zinco ed il Fosforo, in quanto si associa stechiometricamente ad essi, causando danni, a volte, irreparabili. Il Cane da montagna dei Pirenei è la razza canina appartenente al gruppo dei Cani da montagna che svolge tradizionalmente il compito di guardiano del gregge sul versante francese dei Pirenei. Non è da confondere con il Pastore dei Pirenei, il suo a di lavoro, incaricato di condurre il gregge pastore-conduttore, mentre il compito del C. da M. dei P. è quello di difenderlo. Pare discenda dal Mastino del Tibet, ma alcuni fanno risalire le sue origini a ceppi assiri, caucasici e anatolici. In ogni caso non c'è dubbio che risalga al molosso che, giunto in Europa, ha dato origine a razze molto simili tra loro. Un testo di Gaston Phoebus Le livre de la chasse risalente al 1300 lo descrive come un ottimo guardiano, dal pelo lungo o semilungo, in genere bruno, con macchie bianche sul corpo. Nel XVII secolo, grazie a una vera e propria infatuazione del principe ereditario francese, divenne la razza prediletta nelle dimore principesche del Paese d'Oltralpe. Al 1923 risale il primo standard ufficiale e la Reunion des Amateurs del Chien Pyrenees che si fonde nel 1937 con il club Francese del Pastore dei Pirenei. La coda è lunga, a pelo lungo, termina a uncino. Nei momenti di e,viene portata arrotolata sulla schiena,a formare la caratteristica a. Il colore bianco è sempre predominante, sono accettate macchie di colore sabbia e/o grigio. Il pelo è molto lungo e gli occhi son ben livrettati, a mandorla, con iride ben scura. Le orecchie sono attaccate all'altezza degli occhi, ben inserite e poco visibili. La testa è a tartufo nero, calotta cranica tanto lunga quanto larga. I piedi hanno doppi speroni negli arti posteriori, ricercati quegli negli arti anteriori. In famiglia è molto dolce e legato al padrone: nei suoi confronti può diventare geloso, ma si affezziona agli altri membri del suo branco umano. Con l'uomo cerca spesso un rapporto paritario, basato sul rispetto a la fiducia reciproca. Non ama la sudditanza, per cui va bandita ogni forma di coercizione violenta. È un cane solo in parte addestrabile all'obbedienza ed è preferibile non spingerlo ad un addestramento svolto all'attacco. Si deve infatti tenere presente che, per via dell'innata dipendenza e della notevole mole, si rischierebbe di avere tra le mane un soggetto non facilmente gestibile. Non necessita di particolari cure. Per il mantello qualche spazzolata di tanto in tanto. Per quanto riguarda l'alimentazione è bene adottare pasti abbondanti e rccamente proteici. Nessun problema poi, se si vuol lasciare dormire il cane all'aperto: da secoli è abituato alle prove più dure. Una qualche attenzione va sempre posta ad eventuali parassiti che possono annidarsi nel pelo o dentro il condotto uditivo. Il Cane da orso della Carelia è un cane da caccia della famiglia degli spitz . È un cane di taglia media il maschio arriva a circa 55 cm al garrese con un peso sui 25 kg, di colore nero-bianco, corporazione robusta e arti forti. Discendente del lupo artico, il Cane da orso della Carelia Karjalankarhukoira in finlandese ha origini russe, e successivamente è stato trapiantato in Finlandia. Il Cane da orso della Carelia è incline alla caccia, non si comporta come un segugio: predilige infatti la caccia in branco dei grandi mammiferi, come l'orso, l'alce, il cinghiale. Come struttura, è dotato di tre elementi base per definirlo un vero cacciatore: un olfatto finissimo, una vista molto acuta e un udito sensibile: può quindi avvertire la selvaggina anche a due chilometri di distanza. Caratteristica principale del suo comportamento venatorio è il saper tenere a bada la preda, in attesa del suo padrone. Il careliano è un cane intraprendente, coraggioso, vigoroso ma anche assai affettuoso e molto di compagnia. È proprio per il suo carattere, oltre che per le sue capacità, che viene utilizzato per le grandi battute di caccia. Fra le popolazioni del Baltico si distingue come uno dei cani più socievoli, il più adatto alla compagnia con l'uomo. È un cane molto sensibile, poco adatto a spazi piccoli e alla non attività e soprattutto alla mancanza di attenzione. Le origini nordiche gli conferiscono un carattere fiero e talvolta riservato. Era il 1957 quando Karel Hartl, vero padre della razza, tentò di far accoppiare una femma di lupo con due Pastori tedeschi di colore grigio. Ma questo primo tentativo fallì. Già l'anno seguente un secondo tentativo ebbe però un successo, segnando l'inizio vero e proprio della selezione. Questa volta ad accoppiarsi fu un solo Pastore Tedesco. In seguito, ulteriori accoppiamenti hanno permesso che si fissassero i caratteri genetici e caratteriali della nuova razza. È una razza di recentissima selezione creata per ottenere cani sani e resistenti, ma facilmente addestrabili, da utilizzare nella guardia del confine. I colori accettati sono dal giallo grigio al grigio argento, con caratteristica maschera chiara. Il pelo è forte e liscio con abbondante sottopelo soprattutto durante la stagione fredda. Gli occhi piccoli e obliqui di color ambra. Le orecchie: appuntite, triangolari e sottili. Il muso è netto e non ampio. Stop moderato. Fronte leggermente arcuata con solco frontale non marcato. I piedi moderatamente arcuati con forti unghie nere. Con il padrone instaura un legame molto forte, fatto di grande fedeltà e rispetto. L'attaccmento al proprietario deriva direttamente dall spiccato istinto di branco che lo porta a vedere nell'uomo il proprio leader. Il rapporto con i bambini è decisamente buono, tanto che si può ben dire che questa razza è una sintesi ideale tra Pastore Tedesco e Lupo: il primo infatti spicca per il senso di attaccamento alla famiglia, il secondo per l'istinto di protezione verso i i del branco. Nel complesso è un cane dal grande temperamento, vivace e molto attivo, selezionato per essere molto docile con l'uomo. Il Lupo Italiano è da considerarsi lo stupefacente risultato del fortunato incontro, avvenuto nel 1966, tra il dottore Mario Messi, ed un cucciolo, Zorro, nato dalla casuale unione tra una lupa selvatica dell'Alto Lazio ed un Pastore tedesco. Il dott. Messi, accortosi delle eccezionali qualità psico-fisiche di questo suo cane-lupo, si ripromise di intraprendere il difficile lavoro di stabilizzare geneticamente la discendenza, di e una nuova razza che mantenesse costanti queste qualità, unendo le doti naturali del lupo alla docilità del cane, attraverso ripetuti incroci con femmine di pastore tedesco ed un attento lavoro di selezione. Questo fu un compito tutt'altro che semplice, molti tentativi erano già naufragati, ricordiamo tra tutti il lavoro di Konrad Lorenz, che aveva portato avanti per decenni il progetto di una razza mista tra il lupo e i suoi cani Chow-chow. Maggiore fortuna ebbero i selezionatori del Cane Lupo Cecoslovacco e del Cane Lupo di Saarloos. Una caratteristica del lavoro del dott. Messi è stata la scelta, portata avanti con coerenza nonstante le difficoltà incontrate, di non commercializzare i suoi cani, che rimangono sotto la tutela dell' ETLI Ente Tutela del Lupo Italiano anche quando vengono affidati alle Forze dell'Ordine, ad enti di Protezione Civile e a pochi privati. A partire dal 1988 la razza è protetta da un apposito decreto del Presidente della Repubblica, che la tutela e nel contempo ne vieta la commercializzazione ed ogni tentativo riproduzione senza il controllo e l'approvazione dell'ETLI. Il Lupo Italiano si ricollega geneticamente al lupo selvaggio e più propriamente alla variante oggi scomparsa dall'Alto Lazio, la quale si differenziava sensibilmente da altre tipologie. Nel suo aspetto, nei suoi movimenti, nel modo in cui osserva e presta attenzione il lupo Italiano deve mostrare nelle sue linee e nei suoi atteggiamenti un'inconfondibile eleganza nobile e selvaggia. È un animale estremamente vivace, dotato di un carattere indipendente e fiero, con notevole propensione all'apprendimento, affettuosissimo con l'uomo a cui si attacca in modo esclusivo, con uno spiccato senso della proprietà e della difesa delle persone che gli sono affidate, insuperabile nell'avvistamento. Il pelo è di lunghezza e durezza media, liscio od alquanto mosso limitatamente al tronco ed alle cosce. Più fine e corto su testa ed arti. È presente un folto sottopelo nei soggetti che vivono all'aperto. Il Cane Nudo Cinese, o Chinese Crested Dog è una razza di cane che, insieme con lo Xoloitzcuintle e il Peruvian Inca Orchid o Perro sin pelo del Perù, fa parte delle sole tre razze di cani nudi riconosciute dalla F. C. I. Fédération Cynologique Internationale. Ne esistono anche altre come l'American Hairless Terrier, l'Abyssinian Sand Dog, il Perro Pila Argentino, il Levrieretto d'Africa, il Cane di Nubia, il Cane d'Egitto, il Cane Turco, il Cane delle Antille. .. che però non sono riconosciute. Tutte queste razze esistono in due varietà: quella nuda e quella pelosa. Fra le tre razze riconosciute dalla FCI, solo il Chinese Crested vede riconosciuta anche la varietà pelosa powderpuff mentre, per il Peruvian Inca e lo Xoloitzcuintle, viene accettato solo la varietà nuda hairless. Fa eccezione l'American Hairless Terrier, per il quale la varietà pelosa Rat Terrier è distinta da quella nuda, cioè i pelosi non vengono inseriti nei programmi di allevamento dei nudi, e le cucciolate sono composte solo da nudi. L'origine dei cani nudi cinesi risale alla notte dei tempi e si perde nei miti e nelle leggende. Non è infatti sicuro che le varie razze di cani nudi presenti nei diversi continenti discendano tutte da uno stesso ceppo o che il clima caldo stia all'origine della mutazione genetica, cosa non provata. Tuttavia, si ritiene comunemente che i cani nudi siano originari dell'Africa, che furono diffusi nel mondo dall'uomo durante i suoi viaggi e che siano stati selezionati distinguendoli in base a delle caratteristiche minori. Il coton de tuléar è un cane da compagnia originario del Madagascar. Tuléar infatti é il nome della città dell'isola in cui la razza ha avuto origine. Antenati il Bichon francese ed il Bolognese, sembra che questi cani venissero imbarcati sulle navi per cacciare i topi. Di taglia media, dal pelo lungo e bianco cui deve il suo nome cotone é un cane vispo e attaccatissimo al suo padrone ea tutta la famiglia. Vivace, un po' pagliaccio, ben si relaziona anche con estranei se abituato a vivere a contatto con la gente e i rumori. Molto obbediente nonostante una discreta dose di testardaggine ha una caratteristica che lo rende idoneo anche a persone allergiche: non perde pelo. Il Labrador Retriever è una razza canina originaria dell'isola di Terranova, allevata e selezionata in a partire dal XIX secolo. Cane di stazza media, di buon temperamento, socievole, docile e robusto, eccellente nuotatore anche grazie alla a delle zampe, in origine è stato utilizzato soprattutto dai cacciatori come cane da riporto. La sua indole buona e il carattere facile all'apprendimento lo rendono adatto ad essere addestrato allo svolgimento di moltissime attività, dall'assistenza ai non vedenti, al soccorso in acqua, alla ricerca di persone. Grazie al suo carattere estremamente docile ed affettuoso è un ottimo cane da compagnia, particolarmente adatto a vivere in una famiglia ove ci siano anche dei bambini. Il Labrador è ancora oggi impiegato come cane da caccia. È un eccellente cane da riporto, utilizzato anche nella caccia in palude. È spesso presente a bordo delle barche dei pescatori di Bretagna e Normandia, che lo utilizzano per recuperare le reti e gli strumenti di lavoro caduti in acqua. Nell'Europa continentale è principalmente allevato come cane da compagnia per il suo temperamento mite, affettuoso e socievole. È spesso utilizzato anche come guida per i non vedenti. L'addestramento gli consente infatti di comprendere più di cento parole. Non è invece consigliabile come cane da guardia. Il labrador è un cane tranquillo, intelligente e - soprattutto da giovane - molto attivo. Per tenerlo in forma è quindi necessario farlo camminare e nuotare, attività che ama svolgere in compagnia del padrone. È bene prestare attenzione alla sua alimentazione, in quanto si tratta di un cane piuttosto ingordo. L'orrore dei Puppy Mills ovvero da dove arrivano i cani delle vetrine in negozioSono reduce da un surfing senza molte pretese e data la mia grande curiosità, spesso mi fermo a spulciare gli annunci… il mio interesse principale sono gli animali e spendo una gran quantità di tempo a guardare quella sezione sognandomi il prossimo pelosetto che varcherà la soglia di casa. Oggi però devo segnalare, tra i pochissimi allevamenti seri ed amatoriali, il grandissimo numero di siti web che sponsorizzano le proprie attività di Puppy Mills. Forse non a tutti è noto questo termine ma magari è noto a tutti che il negozio di articoli per animali che avete sotto casa ha durante tutto l'anno la disponibilità di cuccioli di tutte le razze, e proprio la sua scarsa diffusione come concetto ai più ha permesso la sua larga diffusione, una cosa ATROCE. Ma cosa sono le puppy MillsSono dei canifici!Avete presente la produzione in serie di suole da scarpe in gran quantità prodotte in gran numero senza particolare attenzione giusto per soddisfare la richiesta Ebbene, tra un'azienda che si fa carico di una tale produzione e un Puppy Mill o Canificio che si voglia, non c'è alcuna differenza. I canifici non sono altro che allevamenti intensivi che producono cuccioli di razza durante tutto l'anno in gran quantità. Le madri generalmente sono accoppiate dal loro primo calore giovanissime e immature, ma sicuramente in grado una volta coperte di fruttare soldi all'ultimo, ogni 6 mesi, finchè non crepa o non viene uccisa perchè le sue capacità riproduttive sono calate. La loro qualità di vità è pari a quella delle cavie da laboratorio, in condizioni igieniche carenti o del tutto assenti, assenza di cibo e quello che viene elargito è di scarsissima qualità, di socializzazione con uomini e cani, gabbie strapiene, per non parlare delle uccisioni dei cani rimasti "sul groppone". Sfortunatamente infatti i cani che vivono nelle puppy mills ci passano tutta la loro vita e vengono tenuti per una sola ragione: produrre più cuccioli. Ovviamente in un canificio non vi è solo una cagna, macchè: vi sono più cagne per ogni razza in modo che si possano coprire tutti i periodi dell'anno per le richieste: a Natale per regalarlo al figlio che punta i piedi a terra e vuole il cane, alla fidanzata per regalarlo a S. Valentino, poi alla chiusura delle scuole o anche prima, per le vacanze di Pasqua o anche in occasione di qualche compleanno. Insomma, il cucciolo deve essere pronto e disponibile tutto l'anno. E vi sono vari modi di distribuire questi cuccioli: Internet, giornali, annunci, Pet shop e perchè no anche lo stesso canificio!I rischi che poi corrono gli ignari acquirenti che tornano a casa con cucciolotti che entrano in una mano tanto che sono piccoli e staccati precocemente dalla madre sono quelli di ritrovarsi dopo qualche giorno al massimo con un cucciolo con seri problemi veterinari, spesso mortali oppure di avere un cane con malattie genetiche che poi si manifesteranno solo con gli anni. Eh si, malattie genetiche! Perchè i genitori di questi poveri cuccioli non sono selezionati ai fini del miglioramento della razza e quindi studiando linee di sangue compatibili e facendo tutti i controlli per le malattie ereditarie, bensì accoppiando il primo cane che hanno a disposizione. Nulla importa se sia tipico, equilibrato o altro. Abbiamo bisogno di labrador Basta che sia un cane biondo! E non fa niente se questo è un meticcio o un fratello o il padre della mamma in questione la consanguineità porta delle tare genetiche!. Basta che si fanno soldi, non ci si fa scrupoli!Proprio per questo un altro rischio è legato alle caratteristiche caratteriali: non effettuando una selezione sui riproduttori, anche cani aggressivi, mordaci, schizofrenici, timidi, squilibrati entrano in riproduzione e passano questo corredo genetico ai cuccioli. Non solo. Essendo staccati precocemente alla madre e vissuti in un contesto privo di stimoli, senza un cane che li cresca da i essi svilupperanno varie sindromi come:mancata inibizione del morsosindrome di ipereccitabilità/iperattivitàmancata socializzazione con gli altri cani e quindi incapacità di relazione con essiE questi problemi aumentano quanto prima il cucciolo è staccato dalla mamma. L'età giusta per accogliere un cucciolo è sui 60-75gg. Le puppy mills lavorano in modo che i pet shop vengano forniti di cuccioli che siano il più piccolo possibile, intorno ai 35-40 giorni. Ma questi cuccioli per poter arrivare nei petshop di tutta Europa devono poter partire prima e fare un percorso a tappe…per cui vengono svezzati a 20 giorni e messi in gabbie nei camion e fatti viaggiare. Date le condizioni, giungerà solo il cucciolo più forte in vetrina. La prima scrematura avviene durante il viaggio. Poi, per renderli tutti pimpanti e vivaci nelle vetrine vengono riempiti di cortisonici ed eccitanti, che permetteranno di concludere felicemente gli acquisti: i petshop con i loro 1000 euro suonanti e voi con il vostro cucciolo che pensate essere sanissimo e giocherellone ma che tra qualche ora dimostrerà di non stare poi così bene. Tra l'altro,spesso i pet-shop sono in combutta con l'ambulatorio di zona, da cui consigliano di portare il cucciolo a vedere "per le vaccinazioni" dai quali poi si spenderà un mutuo curando i vari e ciclici problemi che il cucciolo mostrerà, arrivando a sperare che si salvi. I documenti sono spesso un'altra frode: il pedigree normalmente giunge all'allevatore dai 5/6 mesi - e non prima - del cucciolo, per cui se all'atto dell'acquisto consegnano un pezzo di carta dicendo che è un pedigree, o è un falso o è il pedigree di un altro cane! Non è nemmeno spendibile: la mancata coincidenza di chip o tatuaggio sul cane con quanto segnato sul "pezzo di carta" invalida quel pedigree, che risulta nullo. Il più delle volte comunque è un falso, stampato in serie, visto che la filosofia è quella. Alcuni permettono anche di scegliere se acquistare un cucciolo con o senza pedigree invogliando l'acquirente promettendo una riduzione di prezzo. .ma ricordate:il pedigree vero costa solo 25 euro!!!!Detto questo spero di avervi convinto a non comprare cani e cuccioli nei negozi!Ecco un link di alcune testimonianze shock. Un buon allevatore serio vi fa conoscere la mamma e quando in allevamento anche il papà dei futuri cuccioli, vi mostra i controlli fatti per le malattie genetiche tipiche della razza, vi mostra i titoli ottenuti dall'allevamento. Spesso gli allevatori seri hanno poche cucciolate l'anno massimo due per seguirle al meglio, come cure e socializzazione. Ora ditemi guardando questo listino. Come possono con tutti questi cani pronti tutto l'anno dedicare cure e socializzazione a tutti questi caniInoltre il prezzo di vendita di un petshop è praticamente uguale a quello di un allevatore serio, con la differenza che il negoziante il cucciolo lo paga all'ingrosso 50 euro al massimo e lo rivende a 1000!In appendice ecco un link dove sono indicati i principali canifici ed importatori italiani, dai quali è meglio che diffidiate!Un cane, un Collie per la precisione, ha vegliato per sei giorni e sei notti il proprio padrone morto in un incidente di montagna nella zona di Scena, sopra Merano. La vittima È un cittadino tedesco di 48 anni, Ulrich Schneider, che era con la moglie in vacanza a Scena. Domenica scorsa il turista era andato a fare una passeggiata in montagna con il suo cane, ma la sera non era tornato in albergo e la moglie aveva così dato l'allarme. Le ricerche, giorno dopo giorno, sono andate avanti sino a questa mattina quando è stata fatta scattare una grande battuta a cui hanno preso parte circa 200 persone. Il corpo senza vita del tedesco È stato trovato in una piccola gola attraversata da un torrente. L'uomo vi sarebbe caduto con un volo di una dozzina di metri riportando subito lesioni mortali. Al suo fianco, mugolante e sfinito, c'era anche il suo cane - Alko, di due anni - che ha vegliato il padrone per 6 giorni e 6 notti. Il cane, visitato da un veterinario, è stato trovato in discrete condizioni avendo potuto bere l'acqua del torrente. Il comune di Ulianovsk, nella Russia centrale, ha o in massa i cani randagi della città. Gli animali faranno da scorta ai postini, per lo più donne, preoccupate per le numerose rapine di cui sono vittime soprattutto a ridosso dei pagamenti delle pensioni, consegnate in contanti e a domicilio. Soddisfatti gli animalisti. L'idea salva i randagi dalla strada e dall'accalappiacani. Ora si sta pensando di reclutare altri randagi per assistere i poliziotti giudiziari e quelli di quartiere. Assolutamente vietate le amputazioni di coda e orecchie e perfino le meches al pelo che tanto vanno di moda oltreoceano. Come già avviene in altre città sarà obbligatorio circolare muniti di sacchetto e paletta. Ma se abitate a Torino e siete proprietari di un cane dovete sapere che dal prossimo 26 ottobre, data in cui entrerà in vigore il nuovo «Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali», dovrete ricordarvi di portare a spasso il vostro amico a quattro zampe almeno tra volte al giorno. Se fate parte di quella schiera di persone che un cane ce l'hanno ma che lo tengono tutto il giorno sul terrazzino, salvo portarlo fugacemente in strada al risveglio e poco prima di cena, allora sappiate che rischiate una multa dai 25 ai 500 euro. CONTROLLI DIFFICILI - Il vero problema sarà, come sempre in questi casi, applicare le regole, ovvero come effettuare i controlli. Gli agenti della polizia municipale e le guardie zoofile potranno anche fare indagini chiedendo ai vicini o, chissà, con qualche appostamento. Ma proprio dal Comune si fa sapere che gli interventi dell'autorità avverranno perlopiù «su segnalazione». CUCCE RIALZATE - Al di là dei dettagli è però significativo che un'altra grande città, dopo Milano e Roma, decida di stabilire regole certe a tutela degli animali domestici. Le nuove norme contengono una lunga serie di divieti studiati per evitare che il cucciolo di casa venga considerato semplicemente un oggetto. Ecco allora la necessità di dare riparo agli animali in luoghi adatti per dimensioni e caratteristiche: non troppo piccoli e angusti, non sottoposti a intemperie e umidità ad esempio le cucce piazzate all'esterno dovranno essere rialzate. E l'obbligo di integrarli nella vita famigliare senza segregarli in rimesse o terrazzi. MECHES VIETATE - Non sarà possibile, come detto, colorare artificialmente il loro pelo e neppure sottoporli a quelle mutilazioni, come il taglio della coda o delle orecchie, che per alcune razze sono ancora considerate un must. Non si potranno utilizzare collari elettrici per l'addestramento e neppure allevare animali da pelliccia. E come già stabilito altrove, gli animali non potranno essere utilizzati come compagni di accattonaggio. CONDOMINI, NESSUN DIVIETO - Tra le novità, il Comune si impegna ad allestire rallentatori del traffico nei punti delle sedi stradali dove sia stato rilevato un frequente attraversamento di animali. Buone notizie anche per chi ha a che fare con amministratori di condominio restii a riconoscere i diritti dei proprietari di cani e gatti: è stato infatti istituito l'obbligo di consentire la detenzione di animali in tutti gli edifici esistenti o di nuova costruzione e in caso di regolamenti condominiali preesistenti che contenevano divieti, le vecchie disposizioni sono da considerare abrogate. Il Dalmata è una razza canina di origine balcanica. Appartiene al gruppo dei segugi e cani per pista di sangue. È un cane da compagnia, di taglia media, che ha un caratteristico mantello bianco con macchie nere o marroni di 2-3 cm di diametro sul corpo, più piccole sulla testa e sugli arti. Al pari di altre razze canine il Dalmata ha un passato lunghissimo alle sue spalle avvolto dal mistero quanto più ci si addentra a ritroso nei secoli. Tracce di cani maculati si hanno addirittura 3000 anni prima di Cristo in un affresco tombale nella Tebe egizia, sulla tomba di Radmera. Il cane ivi rappresentato per taglia e colore è molto simile al Dalmata, anche in dipinti funerari della civiltà assiro-babilonese e negli scritti di autori greci e latini, appaiono cani dalle caratteristiche molto simili al Dalmata. Addirittura molti non esagerano se ritengono che le legioni di Cesare li avessero tra le loro fila durante le conquiste della Grecia e dei Balcani. In base a riferimenti scritti infatti questi cani sono arrivati con le invasioni dei popoli slavi sulle coste sud-orientali e con le carrozze degli zingari nel V secolo dopo Cristo. . Più avanti col tempo li troviamo molto più simili a quelli attuali, sulle tele di pittori fiamminghi del XVII secolo in veste di i. Questo è il ruolo che il Dalmata del passato ricopriva nell'ambito della società, se ne ha notizia, infatti, in molti scritti e opere pittoriche che li ritraggono sempre in scene di caccia. In questa veste il Dalmata è conosciuto in quasi tutta Europa mentre non si ha traccia di loro nei Balcani ove sembra che vi siano arrivati nei primi anni del 1900 importati dall'Inghilterra. Due sono i dipinti interessanti per comprendere la storia del Dalmata: il primo, opera di un pittore minore genovese del XVII secolo, rappresenta una scena di caccia nella quale sono raffigurati quattro cani diversi fra cui due dalmata, uno dei quali, in braccio ad un bimbo in segno affettuoso tipico della razza; l'altro dipinto è un affresco del XIV secolo che si trova nella Cappella degli Spagnoli a Firenze, dipinto da Andrea Bonaiuti in un ciclo di dipinti che raffigurava il potere ecclesiastico. Il quadro rappresenta un gruppo di frati con una tonaca bianca e nera tessuta di pelle d'ermellino, detta a ai piedi dei quali sono disposti un gruppo di "cani maculati" del tutto simili a quelli di adesso. Alcuni storici naturalistici vedono in questa strana coincidenza la e per spiegare il nome di questo cane. Il Dalmata lega il suo nome ad una delle regioni della ex Yugoslavia e in modo particolare alla Dalmazia, anche se il nome non è strettamente legato a questa regione adriatica. Già nel 1955 la FCI Federazione Cinologica Internazionale indicava la Iugoslavia in generale come la terra d'origine, poi, il suo disfacimento l'indicazione più precisa della Croazia si è avuta solo nel 1994. Comunque il Dalmata appartiene a quelle razze le cui origini sono avvolte nel mistero, malgrado la Croazia si sia prodigata per esibire documentazioni a favore della sua origine autoctona. Moltissimi paesi sono infatti perplessi poiché tracce di Dalmata o "cani macchiati" simili, erano presenti sin dall'antichità in vari paesi dell'Europa meridionale ed orientale e persino in Italia, senza che questi si siano mai vantati della paternità. Un paese può vantarsi di averlo o e averne aiutato la diffusione: l'Inghilterra che lo ha allevato aumentandone appunto la diffusione negli ultimi due secoli; ne ha redatto lo Standard e fissato le caratteristiche di tipo ad esso aderenti. Poche sono le razze ad essere state circondate da un alone di leggenda come quello che ha accompagnato il Mastino Tibetano attraverso i secoli, dalla celebre citazione di Aristotele che parlava dei feroci cani orientali come frutto dell'unione di cani e tigri,passando per le cronache di viaggiatori come Marco Polo che nella sua opera il Milione li descrive come grandi come un asino,fino agli esploratori inglesi dell'800,che ne portarono alcuni esemplari in europa dove finirono esposti come belve allo zoo di Londra. Nella letteratura cinofila lo troviamo spesso citato come progenitore di tutti i Molossoidi,o perlomeno dei Cani da montagna, teoria derivante probabilmente proprio dalle numerose citazioni di autori antichi, oltre che da alcune caratteristiche primordiali della razza,come ad esempio l'unico ciclo riproduttivo annuale delle femmine caratteristica propria del progenitore selvatico,il lupo. In realtà,si dovrebbe parlare di un cane che ha conservato grazie all'isolamento geografico degli altopiani del Tibet alcune caratteristiche tipiche del vero molosso originale,che sarebbe da ricercare nell'Asia minore,tra la Turchia e l'Armenia,dove la nascente pastorizia aveva evidenziato la necessità di selezionare un grosso cane difensore del gregge. Da lì, i pastori-custodi si sono diffusi assieme agli armenti in tutte le direzioni,incrociandosi con altri cani,adattandosi alle caratteristiche geografiche,climatiche e culturali,e dando così origine ad una moltitudine di razze,i cosiddetti "cani da montagna",dai Pastori del Caucaso al Mastino Spagnolo, senza dimenticare il nostro Mastino Abruzzese. Con la diffusione verso Oriente,si sono originati numerosi ceppi locali,tra il Nepal ed il Bhutan,tra le pendici indiane dell'himalaya e le steppe mongoliche. Cani accomunati da una certa tipologia caratteriale forte,dominante,territoriale e protettiva verso la famiglia umana,ma con varianti morfologiche dovute alle diversità climatiche e del territorio. La relativamente recente i primi tentativi risalgono agli anni 20/30 per opera di inglesi, mentre un nuovo impulso si ebbe negli anni 70 da parte di allevatori olandesi selezione europea che ha portato al riconoscimento del Tibetan Mastiff ha avuto il torto di mescolare indiscriminatamente tutte le tipologie disponibili,partendo soprattutto da cani nepalesi ed indiani,i più facili da reperire. A questo si deve lo sconcerto del neofita che,avendo in mente le leggendarie descrizioni letterarie del Molosso del Tibet, si scontra con la misera realtà della maggior parte dei soggetti di allevamento occidentale. Certo,le recentissime grazie alla recente relativa apertura dei confini tibetani da parte della Cina testimonianze documentaristiche dalla terra d'origine, riportano una realtà variegata,soggetti morfologicamente disomogenei,che vanno da una tipologia leggera,da quasi da pastore-conduttore, fino ad esempi di mastino pesante. Vanno però considerati almeno due punti fondamentali: -la vastità del territorio tibetano, dalle vallate himalayane della zona di Lhasa, fino agli altopiani dell'Amdo -il tipo di cultura rurale,che ha privilegiato la selezione comunque approssimativa basata sulle attitudini alla guardia,anziché su un ideale morfologico. Il termine Do-khyi ,traducibile come "cane legato" o "cane da legare" alcuni lo traducono a indica il cane da guardia,ma occorre precisare che i tibetani chiamerebbero Do-khyi anche un Pastore Tedesco adibito alla guardia della casa. Talvolta nascevano nascono!!! da accoppiamenti geneticamente validi,soggetti particolarmente imponenti forse anche troppo,risultando poco funzionali negli accampamenti,che venivano indicati come Tsang-khyi ,"cane eccellente", "il miglior cane",e donati ai potenti locali e ai monaci,che li potevano alimentare in modo meno frugale,incrementandone ulteriormente lo sviluppo, e li adibivano alla guardia di palazzi e monasteri. A questi in particolare si crede facessero riferimento le testimonianze storiche più impressionanti. Una nota a parte merita il misterioso Apso Do Khyi, il mastino tibetano a pelo duro o pelo caprino, relativamente diffuso nella zona sud-orientale del Tibet,alle falde del monte Kailash. Secondo alcuni studiosi,si tratterebbe di un incrocio tra il Do khyi ed il Tibetan Terrier. Il lavoro e del Do-khyi non è,contrariamente a quanto si crederebbe,la difesa del gregge come il mastino abruzzese, ma la custodia degli accampamenti e dei villaggi. Durante il giorno,si trova solitamente legato ad una pesante catena fuori dalle tende dei nomadi Kampa, o nei cortili delle case,per essere poi liberato durante la notte ne sanno qualcosa gli incauti viaggiatori che si aggirano dopo il tramonto…, solitamente accudito da donne e bambini,poiche gli uomini devono badare alle mandrie che si aggirano sugli altopiani, o si dedicano al commercio,assentandosi per lunghi periodi. Nel mondo occidentale, il Mastino Tibetano almeno quelle linee di allevamento che hanno saputo conservare i tratti fondamentali della razza,senza cedere a facili compromessi a scopo commerciale è l'ideale custode della casa , sicuro ed affidabile con tutti i membri umani e non della a di cui si sente responsabile. Certo,per fare questo deve mantenere una certa fierezza ed indipendenza,il che lo può fare apparire apatico e distaccato agli occhi del profano,oltre che indubbiamente difficile da gestire molti testi lo classificano ancora come e,ma per chi lo sa apprezzare questo fa parte integrante del suo fascino!Il soggetto ideale è imponente,alto almeno 75 cm al garrese per i maschi, 68/70 per le femmine, dotato di folta criniera, coda portata arrotolata non troppo strettamente sulla schiena, testa leonina,muso corto e largo,canna nasale diritta, occhi scuri e sguardo severo. Ossatura forte,muscolatura particolarmente sviluppata nella parte anteriore, posteriori poco angolati. Il colore più diffuso è il nero focato, ma tipicissimi sono anche il nero assoluto spesso con una macchia bianca sul petto, il rosso in varie tonalità, ed in misura minore il blu particolare grigio. Si tratta di cani robusti,rustici e frugali, con un lento metabolismo ed una crescita che si protrae nei maschi anche fino ai 4/5 anni per lo sviluppo completo. Sono molto longevi per cani della loro taglia 14-15 anni non sono insoliti. La folta pelliccia li protegge da tutte le intemperie. Richiedono una toelettatura minima basta qualche spazzolata nella stagione di muta e possono naturalmente vivere tutto l'anno all'aperto. Sono per lo più specialmente la nottedei grandi i,la loro voce veniva paragonata a quella di un pesante gong cerimoniale! Per questo può essere consigliabile a meno di non vivere in una zona molto isolata che trascorrano la notte in casa! In casa sono discreti…passano gran parte del loro tempo a sonnecchiare,sempre pronti comunque ad attivarsi al primo rumore sospetto. Quello di cui hanno maggiormente bisogno,nonostante l'apparente indipendenza, è il contatto con gli altri membri della famiglia. Il dobermann è una razza relativamente recente e le sue origini si attestano verso la fine del 1800 in Germania. La creazione di questa razza si attribuisce a tale Karl Friedrich Luis Dobermann -da cui la razza stessa prende il nome- che svolgeva l'attività di esattore delle tasse. Frequentatore di mostre canine dove venivano esposti animali selezionati per le loro qualità migliori velocità, caccia, guardia sentì l'esigenza di selezionare una razza dove spiccassero alcune qualità ,come il coraggio e la resistenza,tali da fornirgli una "guardia del corpo" che lo accompagnasse nel lavoro. Le razze utilizzate per la selezione del Dobermann sono varie e non si conoscono tutte con certezza. Sicuramente la base di partenza fu il Pincher,ma vennero poi introdotti probabilmente il Rottweiler, il Pastore della Beauce e il Manchester black and tan terrier. La razza dobermann venne ufficialmente riconosciuta nel 1898. Durante la prima guerra mondiale, i dobermann vennero addestrati e impiegati nell'esercito tedesco per portare ordini al fronte, ricercare persone e per fare la guardia a prigionieri o depositi. In Italia la razza dobermann è tutelata dall'Associazione Italiana Amatori Dobermann. Contrariamente a come viene spesso dipinto il dobermann è un cane pacifico e socievole. Affettuoso, attento, curioso, molto coraggioso caratterizzato da una bilanciata aggressività. Spesso vittima di leggende per esempio la crescita eccessiva del cervello con conseguente pazzia che deriverebbe dalla compressione dello stesso nella scatola cranica che ne fanno una delle razze più discusse. Classificato come cane da difesa, ha una grande intelligenza, è attaccato alla famiglia nella quale vive e necessita di un grande contatto con il suo padrone che gli deve saper infondere attenzioni, affetto e amore. Non è quindi un cane da lasciare solo in giardino per tutto un giorno. Da non sottovalutare la sua grande delicatezza e attenzione veso i bambini. È un compagno di giochi ideale, sempre allegro e con una grande dose di pazienza. Naturalmente è neccessario farglieli conoscere in modo graduale, questo perché i bambini hanno un odore differente da quello degli adulti, e si muovono in modo diverso, e se non abituato il cane potrebbe sviluppare un'istinto predatorioma questo è comune a tutti i cani, e comunque non è neccesariamente detto che accada. Il colore di questa razza può essere nero focato o marrone focato, altri colori non riconosciuti dallo standard FCI sono il blu focato e l'isabella. Al dobermann, come ad altre razze di cane, possono essere amputate le orecchie, in maniera tale che restino tese e a punta, e la coda, che viene ridotta a pochi centimetri. In questo modo il dobermann acquisisce un aspetto più aggressivo, è meno soggetto ad otiti, a fratture accidentali della coda, e mantiene l'armonia delle forme richiesta dallo standard. Questa pratica, peraltro, è del tutto indolore per il cane, essendo effettuata in anestesia generale. Un riscontro di questo fatto è dato dalla voglia di giocare e di mangiare che i cuccioli manifestano al risveglio dall'anestesia. Il Fila Brasileiro è una razza canina di origine brasiliana mastino brasiliano dal forte temperamento e grande devozione al padrone. La storia del Fila è legata con la storia brasiliana, al modo di vivere e ai problemi quotidiani dei primi colonizzatori nel Brasile. La maggior parte delle razze moderne sono state create e mentre il Fila Brasileiro fa eccezione, "è accaduto appena" come conseguenza delle necessità delle condizioni di vita del Brasile; i colonizzatori avevano bisogno di un cane forte, robusto e duro lavoratore che fosse, simultaneamente , un buon cane da bestiame, un buon cacciatore di giaguari, un buon cane da protezione e un compagno leale. Cioè il Fila Brasileiro. Il coraggio, il carattere e la lealtà sono state sempre le sue caratteristiche principali con lo scorrere dei secoli. Ci sono alcune razze di base che hanno contribuito allo sviluppo del Fila Brasileiro. Benché ogni cinologo sia conforme che tre razze di base hanno contribuito allo sviluppo del Fila Brasileiro l'Engelsen Doggen o Bulldogs, il Mastiff e i Bloodhounds antichi alcuni fatti conducono ad un'altra teoria basata solamente sui documenti storici. Si pensa che dopo la scoperta del Brasile nel 1500, i colonizzatori portoghesi venuti nel Brasile, portando tutto ciò che possedevano, portarono con loro anche i cani. Dalle isole Azzorre sono venuti i Fila Terceirense, dei predecessori che non hanno avuto niente in comune con il Fila Brasileiro, tranne il relativo nome. Non di meno, la possibilità di rapporto tra i cani importati dai portoghesi e dalle Isole Azzorre non può essere scartata poiché non c'è prova di altri cani nelle colonie tranne di quelli portati dai conquistadores e di cani selvaggi. Si dice che tanti cani hanno lasciato le isole delle Azzorre e che il Fila Terceirense sia estinto. Alcuni hanno ritenuto che il nome A è venuto dal cane portoghese Fila Terceirense; A significa E nella lingua portoghese antica e questa era la funzione principale del Fila Brasileiro , tenere gli schiavi filar che scappavano. Dai cani antichi da lotta l'Engelsen Doggen o Bulldogs antico ha acquistato il temperamento , così come, la testardaggine, i colori, il posteriore più alto della groppa e la grande resistenza resistenza. Dal Mastiff hanno ereditato la grande testa pesante, la forte massa, il coraggio, la mascherina nera ed anche i colori di base del Mastiff . Dal Bloodhound il Fila ha ricevuto la pelle allentata abbondante, il picco occipitale pronunciato, le labbra pendenti e le giogaie pendenti, le orecchie, l'odorato favoloso ed il senso d' orientamento in grandi spazi. Forse il Fila Terceirense ha lasciato l'eredità "della coda curvata" e l'abilità nel condurre bestiami , ma è dura dire quanta influenza i portoghesi potrebbero avere. L'origine del Fila Brasileiro è ancora molto oscura; ma si crede generalmente che sia il risultato del Mastiffs inglese, Bloodhounds, Bulldogs antico denominato Doggen Engelsen, e del Fila Terceirense così come molti altri che hanno influenzato la razza di Fila Brasileiro. Il centro brasiliano per la guerra nella giungla CIGS, ha effettuato per l'esercito brasiliano una prova nel mezzo della giungla dell' Amazzonia. Il Fila Brasileiro è stato usato con successo da CIGS come cane da esercito nella giungla. Un rapporto completo è stato steso sulle prestazioni, nelle stesse circostanze, su Fila, Dobermann e pastori tedeschi per cinque anni. Ogni razza ha le relative proprie possibilità e temperamento inerenti con differenti reazioni una volta disposti nel mezzo di un ambiente ostile. Dopo cinque anni di studio, le selezioni sono state fatte per cercare le caratteristiche che comprendevano un buon odorato, il coraggio, l'affidabilità, la velocità, la resistenza, alimentazione, rintracciando l'abilità e la buona adattabilità nella giungla. Il Fila Brasileiro è stato giudicato come il cane migliore per il lavoro della giungla. Il Fila Brasileiro inoltre viene utilizzato con successo nella polizia degli USA. Inoltre ha effettuato lavoro nelle prigioni di massima sicurezza, protezione, perlustrazioni e rintracciamenti. Il Fila presenta un gran vantaggio sopra il Bloodhound perché protegge il padrone Il Golden Retriever è un cane da riporto proveniente dalla Gran Bretagna e creato, secondo la tradizione, dagli incroci tra il Flat Coated Retriever e il Tweed Water Spaniel. Questi incroci furono diretti da Lord Dudley, duca di Tweedmouth, che attorno al 1858 volle unire le qualità del Retriever a quelle dello Spaniel ottenendo un cane elegante, robusto con elevate attitudini da cacciatore/riportatore. Oggi il Golden è un cane polivalente, viene usato con ottimi risultati dalle Forze dell'Ordine per la ricerca di esplosivi e stupefacenti,dalla Protezione Civile come unità da soccorso su macerie e su valanga, come cane guida per i non vedenti, e soprattutto come cane da compagnia; in questo campo sta riscuotendo molto successo anche se in molti paesi gli preferiscono ancora il cugino Labrador, in Europa specialmente in Italia il numero di esemplari è in forte aumento. Il perché di questo successo si deve soprattutto all'aspetto e il carattere: il corpo è abbastanza muscoloso ,orecchie mediamente lunghe, occhi grandi e molto espressivi, coda lunga e coperta di pelo frangiato, il colore tipico del mantello è il crema/dorato. Il peso ideale va dai 32 kg per le femmine ai quasi 40 kg dei maschi. Sono cani di carattere dolce, socievole con l'uomo e con gli altri cani,estremamente docile e addestrabile, molto vorace; abbastanza longevo, se trattato bene può superare i 15 anni d'età. Il Pastore Catalano Gos d'Atura o Perro pastor catalàn è una razza di cani originaria della Catalogna. È originario della Spagna ed è molto diffuso in Catalogna. Viene anche chiamato Gos D'Altura. La varietà diffusa è quella a pelo lungo, soprattutto perché la pastorizia in Spagna trova la sua diffusione principale nelle zone pedemontane, tra i monti iberici, l'Aragona e i Pirenei, dove il clima risulta piuttosto rigido. La razza è stata riconosciuta nel 1929. Si disputa fra gli esperti sull'origine di questo simpaticissimo cane che, oltre al Pastore dei Pirenei, ha moltissimo in comune anche con l'italiano Pastore Bergamasco. La coda è inserita piuttosto bassa, Può essere lunga e superare leggermente il garretto, o corta al di sotto dei 10 cm. Pende, a riposo, a uncino nella parte inferiore. In azione si alza allegramente. I colori sono fulvo, sabbia e grigio. Se invece prevale il nero, e si combina solo con peli bianchi, il risultato è un nero che sembra coperto di brina. Il mantello è a pelo lungo, piatto, ruvido, con abbondante sottopelo su tutto il posteriore. Barba e baffi sul muso, con ciuffo e sopracciglia. Le orecchie sono inserite alte, sottili, triangolari e terminanti a punta. La testa è robusta, leggermente convessa e larga lla base, non pesante e ben proporzionata. Stop ben percettibile ma non accentuato. Muso diritto, piuttosto corto, a forma di tronco piramidale. Le sue prerogative sono rimaste integre nei secoli per effetto della selezione fatta dai pastori nella loro pratica quotidiana. In particolare si sono fatti accoppiare gli elementi più validi ed equilibrati. Il risultato è un cane mai litigioso, e, semmai, piuttosto solitario, il pastore Catalano è completamente dedito al suo lavoro che consiste non solo nel condurre ai pascoli il bestiame ma anche nel sorvegliarlo per evitare che invada terreni coltivati o si disperda, con tutti i pericoli e le conseguenze che ne possono derivare. Non richiede particolari cure, né per quanto riguarda l'alimentazione, né per quanto riguarda la cura del mantello. È un cane molto rustico e di poche esigenze. Non crea particolari problemi al suo proprietario. Si affeziona infatti a tutti i membri della famiglia e risulta tollerante con i bambini. Gli esperti della razza lo sconsigliano però a chi possiede solo un piccolo appartamento. Infatti il pelo, la taglia e il suo carattere che talvolta risulta essere poco remissivo, potrebbero comportare qualche problema. È semmai consigliabile tenerlo in giardino, dove potrà svolgere egregiamente le sue funzioni di guardiano dei beni del padrone. La razza è originaria della regione della Foresta Nera e viene menzionata in testi e dipinti medievali. Il suo nome è riconducibile alle parole WART Guardiano e HOVA/HOF Casa. Presente da sempre in Germania meridionale come guardiano di fattorie la razza fu riselezionata in maniera coerente a partire dal 1922 partendo da cani ritenuti simili all'Hovawart medioevale. Per la selezione furono utilizzati anche dei Terranova, dei Leonberger, dei Rottweiler, dei Pastori Tedeschi e perfino dei Sanbernardo. Hovawart è una razza canina tedesca. Il nome significa "guardiano di corte", che è anche l'uso principale di questi cani. La razza è originaria della regione della Foresta Nera e viene menzionata in testi e dipinti medievali. Il suo nome è riconducibile alle parole WART Guardiano e HOVA/HOF Casa. Presente da sempre in Germania meridionale come guardiano di fattorie la razza fu riselezionata in maniera coerente a partire dal 1922 partendo da cani ritenuti simili all'Hovawart medioevale. Per la selezione furono utilizzati anche dei Terranova, dei Leonberger, dei Rottweiler, dei Pastori Tedeschi e perfino dei Sanbernardo. L'Hovawart è un cane da utilità molto forte, di taglia media, di forma leggermente allungata e a pelo lungo. Il manto può essere biondo, nero o nero-focato. Attualmente l'Hovawart è un grosso cane da famiglia utilizzato in Germania, Austria, Svizzera e Danimarca anche come cane da guardia, da difesa, nel servizio civile come cane da valanga, da catastrofe e da ricerca di persone disperse, cane da guida per ciechi, antidroga e per uso militare. In Italia la razza è allevata da pochissimi anni e per il momento l'Hovawart Club Italia non ha ancora ottenuto il riconoscimento dalla severissima Federazione Internazionale Hovawart. La Federazione Internazionale ritiene infatti che in Italia ancora non si faccia a sufficienza in fase di selezione per garantire il corretto temperamento di questo cane. È infatti un cane di indole buona, equilibrato, esigente con sé stesso, affezionato alla famiglia e affettuoso, ma al tempo stesso sa essere estremamente protettivo, vigile e coraggioso. Tollera male ogni genere di esclusione; non è il cane da tenere in giardino con cui giocare ogni tanto. È un cane che per esprimersi al meglio deve vivere costantemente col proprio branco umano, in casa, al lavoro, in viaggio. È chiaro che l'attegiamento generale verso i cani che si riscontra in Italia nei ristoranti, negli alberghi, nei luoghi di lavoro e in ogni altro luogo pubblico, è uno dei deterrenti alla diffusione di questo cane nel nostro paese. In Germania, paese in cui è più alta la sua concentrazione e in cui si è lavorato meglio per la selezione del carattere, è considerato un cane giocherellone da famiglia che può all'istante trasformarsi in un temibile difensore della casa, del padrone e dei bambini. Esprime verso gli altri animali la stessa indole che esprime verso gli umani; affettuosa e giocherellona se di casa, guardinga se estranei. L'Hovawart ha bisogno di tantissima attività fisica e psichica. Oltre a Utilità e Difesa, disciplina che se ben condotta mostra al cane le proprie possibilità e quindi riduce l'eventuale timore congenito e quindi il rischio di incidenti, sono consigliti l'agility in cui se la cava benino nonostante la mole che adora, il mondioring, la ricerca di persone, l'obedience e ogni altra attività che gli permetta di esprimere i propri muscoli ed il proprio cervello. Tenterà sempre di eccellere in tutte le discipline sportive propostegli, ma attenzione alla giocosità impertinente tipica della razza!Il Cane da orso della Carelia è un cane da caccia della famiglia degli spitz . È un cane di taglia media il maschio arriva a circa 55 cm al garrese con un peso sui 25 kg, di colore nero-bianco, corporazione robusta e arti forti. Discendente del lupo artico, il Cane da orso della Carelia Karjalankarhukoira in finlandese ha origini russe, e successivamente è stato trapiantato in Finlandia. Il Cane da orso della Carelia è incline alla caccia, non si comporta come un segugio: predilige infatti la caccia in branco dei grandi mammiferi, come l'orso, l'alce, il cinghiale. Come struttura, è dotato di tre elementi base per definirlo un vero cacciatore: un olfatto finissimo, una vista molto acuta e un udito sensibile: può quindi avvertire la selvaggina anche a due chilometri di distanza. Caratteristica principale del suo comportamento venatorio è il saper tenere a bada la preda, in attesa del suo padrone. Il careliano è un cane intraprendente, coraggioso, vigoroso ma anche assai affettuoso e molto di compagnia. È proprio per il suo carattere, oltre che per le sue capacità, che viene utilizzato per le grandi battute di caccia. Fra le popolazioni del Baltico si distingue come uno dei cani più socievoli, il più adatto alla compagnia con l'uomo. È un cane molto sensibile, poco adatto a spazi piccoli e alla non attività e soprattutto alla mancanza di attenzione. Le origini nordiche gli conferiscono un carattere fiero e talvolta riservato. Il Pastore del caucaso, cane le cui lontane origini sono da ricercare tra i più antichi pastori-custodi, quei cani dell'Asia centrale che hanno dato probabilmente origine a quasi tutti i Molossoidi,ed in particolare al gruppo dei Cani da montagna, deriva direttamente da diversi ceppi di cani che,in una vasta zona circostante la Catena del Caucaso, compresa oggi nelle repubbliche dell' Armenia, dell'Azerbaijan, della Georgia e della Russia, erano tradizionalmente adibiti alla difesa del bestiame da ladri e predatori. Da qui la denominazione Kavkazskaïa Ovtcharka Cane da Ovile per la razza riconosciuta ufficialmente, che è in realtà il frutto di un lavoro di selezione e ripetuti incroci effettuati fin dai primi anni '50 presso i celebri canili "Stella Rossa" dell' Esercito Sovietico, nel tentativo di ottenere validi ausiliari nella guardia alle frontiere e alle installazioni militari. Vale la pena di ricordare che con un analogo lavoro di selezione di razze antiche,negli stessi canili è nato il o Pastore dell'Asia Centrale, oltre a razze e, frutto di incroci non tradizionali, quali il Terrier Nero Russo ed il Guardiano Moscovita. Negli ultimi anni, molto si sta facendo per approfondire la conoscenza sui ceppi locali originari, per tentarne il recupero e la salvaguardia della biodiversità e delle specificità regionali e culturali. In Europa il Pastore del Caucaso ha iniziato a diffondersi solo di recente a partire dagli anni '80, grazie ad allevatori dei paesi dell'ex blocco sovietico,in particolare la Polonia, ex Cecoslovacchia e Ungheria. La coda si trova ha un'attaccatura alta e pendente verso il basso. Ha forma di falce o di uncino e la parte terminale chiude ad anello. I colori prevalenti sono il grigio di varie sfumature, rossiccio, paglia, bianco, bruno-rossastro, pezzato o maculato. La prevalenza di nero è consoderato un gravissimo difetto. Il mantello è dritto e ruvido, con sottopelo fitto. Esistono tre varietà: a pelo lungo con criniera, a pelo lungo senza criniera e a pelo corto. Gli occhi sono piccoli, di forma ovale e di colore scuro. Le orecchie invece sono poste in alto e generalemente tagliate corte. La testa è massiccia, larga con assi cranio-facciali paralleli mentre i piedi sono grandi, ovali, compatti e chiusi. Si tratta di un cane molto forte e coraggioso, spiccatamente territoriale ma mai prepotente. Solo in caso di pericolo reale per le persone che ama può arrivare a essere molto aggressivo; tuttavia raramente ricorre a questa arma estrema. Calmo, riflessivo e riservato, è comunicativo con chi gli vive al fianco ma riservato nei confronti di chi non conosce. Con i bambini è un buon compagno di giochi, a patto che non venga molestato con giochi violenti o rumorosi che trova eccessivamente fastidiosi. Il Pastore del Caucaso è pronto a dare tutto al suo proprietario. Ma disponibiltà e ubbidienza sono concesse con totale abnegazione soltanto a patto che il leader umano non metta in atto coercizioni che questo cane non comprende o non ritenga accettabili. I suoi pasti devono essere abbondanti e molto proteici, data la sua notevole mole. Durante lo sviluppo è bene tenere sotto controllo i livelli di calcio e fosforo perché l'apparato scheletrico possa svilupparsi nel modo più corretto e adeguato alla mole. Secondo diversi studiosi cinofili, i suoi ascendenti sarebbero gli imponenti cani originari del Tibet. In Europa è arrivato dalle steppe asiatiche al seguito degli Unni che lo uttilizzavano non solo come custode delle greggi ma anche nei combattimenti. L'attuale Ungheria è la sua "patria di elezione". In alcuni documenti del 1500 è menzionato per la prima volta come il miglior aiutante dei pastori. Proprio i pastori ne continuarono la selezione in modo tale da mantenere intatte le prerogative di guardiano sempre vigile e, soprattutto, di imeediato esecutore degli ordini. Nel 1920 venne redatto uno standard che precisava i diversi caratteri del Komondor. Da allora questa razza divenne molto popolare anche all'estero soprattutto negli Stati Uniti. La coda inserita bassa, distintamente pendente, ha l'estremità incurvata verso l'orrizzontale. In eccitazione si alza fino a livello del dorso. L'unico colore accettato è il bianco uniforme. La pelle è però pigmentata color grigio-ardesia. L'intero corpo è ricoperto da una folta pelliccia cordata, formata da un pelo di copertura più ruvido e da un morbido sotto pelo. Gli occhi sono posti dritti e di colore marrone scuro. Le orecchi, di media lunghezza, rimangono inserite all'altezza del cranio, ricadendo pendenti. La testa è larga ma fine e proporzionata al corpo. Cranio convesso, più lungo del muso. Stop percettibile. Fronte larga. I piedi sono larghi e compatti. Dev'essere asportato eventuale sperone. Si dice che pure in fase di attacco il Komondor ubbidisca immediatamente se il proprietario gli ordina di fermarsi. L'ubbidienza è infatti una delle doti più spiccate di questo imponente cane da pastore. Ha un aspetto un po' buffo e un'indole perlopiù tranquilla. In passato però è stato selezionato anche per il combattimento. Solo dopo molte generazioni ed un accurato lavoro di selezione dei riproduttori, si è potuto ottenere il cane attuale, fedele all'uomo, tollerante con i bambini e compagno di vita di sicuro effetto. Rimane un ottimo cane da guardia, sempre pronto a difendere la proprietà dei suoi cari. Una volta avviata la formazione delle tipiche e, non c'è più bisogno di effettuare una particolare toelettatura. Come nel caso del Pastore bergamasco anche per il Komondor il mantello non rappresenta quindi un grosso problema. Anche in questo caso però, bisogna presentare particolare attenzione al pericolo dei parassiti esterni che possono annidarsi in un pelame così folto e provocare danni anche seri alla salute generale del cane. Il proprietario deve avere un polso piuttosto fermo nella sua educazione: la mole e l'indole di questo antico combattente lo consigliano vivamente. I risultati maggiori si ottengono con un accurato mix di carisma, coerenza e pazienza. Come è facile intuire non conviene tenere questo cane in casa: le sue dimensioni e la sua energia hanno bisogno di un ampio giardino dove poter scorrazzare in libertà. Classificato come cane da compagnia, il maltese é una razza molto antica. Infatti, é presente fin dai tempi dei romani le cui donne nelle case nobili lo tenevano per la sua bellezza ed estrema intelligenza. Viene usato anche come cacciatore di piccoli roditori a bordo delle navi. Fisicamente é un cane di 5-6 kg, alto dai 15 ai 20 cm, dal folto pelo lungo e bianco che, ovviamente, necessita di cure particolari. Caratterialmente é morbosamente attaccato al padrone, eccellente cane da guardia avvisa ogni minimo rumore con una prontezza incredibile, indomito e coraggioso ha bisogno, contrariamente a quel che si pensa delle razze di cani piccoli, di lunghe passeggiate e di un padrone che possa dedicargli parecchio tempo. Il mastino napoletano è una razza canina che deriva dai molossoidi rustici, diffusi nelle campagne delle regioni meridionali italiane. Le prime notizie sulla razza sono da ricercare nelle citazioni del Canis Pugnax pesante,l'antico molosso romano impiegato nelle arene contro le belve, ma anche nella guardia alle ville di campagna. Il tipo leggero veniva impiegato dalle legioni come cane da guerra, ma era un animale versatile,usato anche nella caccia alla grande selvaggina, nella conduzione delle mandrie e per la difesa personale. Col passare dei secoli, abbandonate le arene e i legionari, il molosso italiano ha mantenuto il suo "posto di lavoro" al fianco di mandriani, carrettieri, cacciatori e. .. briganti celebri sono le sue rappresentazioni nei quadri settecenteschi di Bartolomeo Pinelli. La razza si è così mantenuta nelle due varianti, in forme rustiche, selezionata in base alla funzionalità nel lavoro, fino alla metà del XX secolo, quando il grande cinofilo Piero Scanziani fece conoscere, o meglio riscoprire, dalla cinofilia ufficiale, la tipologia e, il mastino allevato principalmente nelle campagne napoletane e avellinesi. Vale la pena di citare le parole con cui Scanziani ricorda il suo incontro con Guaglione, il capostipite dei libri genealogici del nostro mastino: "Lo riconobbi all'istante: era uno dei cento che Paolo Emilio il Macedonico aveva portato in Roma al suo trionfo. Era il gran cane d'Epiro, figlio degli assiri, nipote dei tibetani, era il Molossus. Guaglione dall'alto dei suoi secoli, mi fissava imperturbabile, occhi non ostili e non gentili, sguardo che non dà e non chiede: rimira. Rimirava Arno, tenuto al mio guinzaglio. Arretrai ricordando D'Annunzio: molosso pronto ad azzannar senza latrato. Guaglione divenne patriarca. "Inizialmente vennero mantenute le denominazioni "cane 'e presa", "molosso italiano", "cane mastino", "cane corso", poi attorno alla metà degli anni '60, venne stabilita forse a seguito di pressioni da parte delle organizzazioni cinofile locali la denominazione di "mastino napoletano". La razza fu successivamente perfezionata dal grande allevatore Mario Querci, con lo storico affisso di allevamento "di Ponzano", che riuscì a selezionare un tipo di cane che rispecchia l'odierno Mastino. Oggi la razza in Italia e nel Mondo è molto diffusa anche se, inevitabilmente, si tende a privilegiare una selezione impostata sull'esasperazione dei caratteri estetici, con una deriva verso l'ipertipo, pesante, linfatico, poco reattivo e funzionale. All'inizio degli anni '70 iniziò l'opera di recupero e valorizzazione della variante leggera, che ottenne poi il riconoscimento ufficiale con la denominazione di "Cane Corso". Le origini del Bobtail sono alquanto incerte. Come altri cani da pastore europei discende dal ceppo comune dei cani da pastore dell'Asia occidentale. Per quanto riguarda le origini più recenti, alcuni sostengono sia originario della contea di Dorset, mentre altri lo vogliono dell'Oxfordshire, e altri ancora del Wilthshire o del Sussex. L'esordio alle esposizioni non fu tra i più felici. tre soggetti presentati all'Expò di Birmingam nel 1873, vennero bocciati clamorosamente ed ebbero solo un premio secondario. Tra il 1885 e il 1888 fu redatto il primo standar, rimasto pressoché immutato fino ad ora, nel 1888 fu fondato il primo club di razza. Intorno agli anni '50 del '900, il Bobtail incontra finalmente un notevole successo fra gli appassionati. Il cane in genere nasce con una coda lunga, ma, dove è concesso, si procede alla caudectomia, ovvero all'asportazione della coda. I colori sono qualsiasi tonalità del Grigio, brizzolato o blu. Testa, collo e arti anteriori bianchi, con o senza macchie grigie. Corpo e treno posteriore devono essere di colore uniforme, con o senza piccole macchie bianche. Pelo abbondante, di tessitura ruvida, irsuto e privo di boccoli. Sottopelo lanoso e impermeabile e feltrato. Le orecchie sono piccole e portate ai due lati della testa. Cranio voluminoso e piuttosto quadrato. Muso forte, quadrato e tronco, di lunghezza più o meno pari al totale della testa. Stop ben marcato. I piedi sono piccoli, rotondi, con dita ben curvate e privi di speroniLo standard parla chiaro: è un cane docile, equilibrato ed obbidiente. Coraggioso quando serve, è leale ed affidabile, senza manifestazioni di aggressività immotivate. In effetti è perlopiù sornione e anche quando capita che sfoderi la sua grinta rimane sempre malleabile. Conserva un fortissimo istinto di protezione che deriva dal tradizionale ruolo di cane pastore. Può capitare che tenda infatti a riunire il proprio "branco umano" con percorsi circolari e tirando delicatamente per una mano o un braccio chi si allontana troppo dal gruppo. Ha bisogno di una dieta il più possibile equilibrata e completa che gli fornisca un adeguato apporto energetico. Preferisce lunghe passeggiate tranquille piuttosto che corse forzate dietro una biccletta. Ideale per lui è un ampio giardino ma si adatta bene anche all'appartamento. L'apparente grande mole pesa da adulto 30 kg o poco più per i maschi è data dal mantello che, proprio a causa del suo volume, richiede un minimo di cure. In genere è comunque sufficiente una spazzolata ogni quindici giorni per tenerlo in ordine e in bell'aspetto. Trattandosi di una cane dal pelo lungo e folto, è bene prestare molta attenzione a eventuali parassiti raccolti all'aria aperta , soprattutto durante la calda stagione. Le origini del Bobtail sono alquanto incerte. Come altri cani da pastore europei discende dal ceppo comune dei cani da pastore dell'Asia occidentale. Per quanto riguarda le origini più recenti, alcuni sostengono sia originario della contea di Dorset, mentre altri lo vogliono dell'Oxfordshire, e altri ancora del Wilthshire o del Sussex. L'esordio alle esposizioni non fu tra i più felici. tre soggetti presentati all'Expò di Birmingam nel 1873, vennero bocciati clamorosamente ed ebbero solo un premio secondario. Tra il 1885 e il 1888 fu redatto il primo standar, rimasto pressoché immutato fino ad ora, nel 1888 fu fondato il primo club di razza. Intorno agli anni '50 del '900, il Bobtail incontra finalmente un notevole successo fra gli appassionati. Il cane in genere nasce con una coda lunga, ma, dove è concesso, si procede alla caudectomia, ovvero all'asportazione della coda. I colori sono qualsiasi tonalità del Grigio, brizzolato o blu. Testa, collo e arti anteriori bianchi, con o senza macchie grigie. Corpo e treno posteriore devono essere di colore uniforme, con o senza piccole macchie bianche. Pelo abbondante, di tessitura ruvida, irsuto e privo di boccoli. Sottopelo lanoso e impermeabile e feltrato. Le orecchie sono piccole e portate ai due lati della testa. Cranio voluminoso e piuttosto quadrato. Muso forte, quadrato e tronco, di lunghezza più o meno pari al totale della testa. Stop ben marcato. I piedi sono piccoli, rotondi, con dita ben curvate e privi di speroniLo standard parla chiaro: è un cane docile, equilibrato ed obbidiente. Coraggioso quando serve, è leale ed affidabile, senza manifestazioni di aggressività immotivate. In effetti è perlopiù sornione e anche quando capita che sfoderi la sua grinta rimane sempre malleabile. Conserva un fortissimo istinto di protezione che deriva dal tradizionale ruolo di cane pastore. Può capitare che tenda infatti a riunire il proprio "branco umano" con percorsi circolari e tirando delicatamente per una mano o un braccio chi si allontana troppo dal gruppo. Ha bisogno di una dieta il più possibile equilibrata e completa che gli fornisca un adeguato apporto energetico. Preferisce lunghe passeggiate tranquille piuttosto che corse forzate dietro una biccletta. Ideale per lui è un ampio giardino ma si adatta bene anche all'appartamento. L'apparente grande mole pesa da adulto 30 kg o poco più per i maschi è data dal mantello che, proprio a causa del suo volume, richiede un minimo di cure. In genere è comunque sufficiente una spazzolata ogni quindici giorni per tenerlo in ordine e in bell'aspetto. Trattandosi di una cane dal pelo lungo e folto, è bene prestare molta attenzione a eventuali parassiti raccolti all'aria aperta , soprattutto durante la calda stagione. Discende da quel ceppo di cani conduttori e mandriani giunto in Occidente dall'Oriente al seguito di popolazioni nomadi e delle loro greggi. Data la diffusa pastorizia, i progenitori del Pastore Bergamasco trovarono nel territorio dell'arco alpino un'area ideale per esprimere al meglio le proprie attitudini. Fin dal 1300 è accertato l'impiego di questo cane in qualità di conduttore della tipica pecora bergamasca. Nei quattro secoli successivi il Pastore Bergamasco ha conosciuto un buon incremento grazie all'espandersi dell'allevamento di ovini. Dopo il 1700, invecem, a seguito di una progressiva riduzione dell'attività pastorale, anche questo cane conosce dei momenti di vera e propria crisi, fino a sfiorare l'estinzione nel periodo delle due Guerre Mondiali. Il primo interveto selettivo è quello iniziato dal marchese Paolo Cornaggia verso il 1890. Il cane all'epoca viene ancora chiamato "Cane da Montagna". Nel 1949 nasce la Società amatori Pastore Bergamasco. Qualche anno più tardi giunge infine lo standard ufficiale. La coda rimane inserita all'ultimo terzo della groppa, grossa e robusta alla radice, si affusola verso la punta. È coperta di pelo caprino lievemente ondulato. I colori accettati in esposizione sono tutte le gradazioni del nero non lucido al grigio anche a macchie. Il colore deve essere determinato dalla radice del pelo, perché l'infeltrimento della parte lanosa genera nei bioccoli sfumature di colore diverso, anche isabella nei cani di colore grigio. Il pelo è molto abbondante, lungo e diversificato: di tessitura ruvida caprina sulla metà anteriore del tronco; lanoso ovino a bioccoli sulla restante merà; meno ruvido sulla testa. Gli occhi sono grandi, di colore marrone più o meno scuro, con rima palpebrale leggermente ovale. Le orecchie: inserite alte, semipendenti, di forma triangolare e co i due terzi terminali cadenti. La lunghezza del muso eguaglia quella del cranio. Nel suo insieme è grossa e di forma parallepipedoica. Il cranio è largo e leggermente convesso tra le recchie. I piedi sono di forma ovale con dita ben arcuate e chiuse. Dotato di temperamento equilibrato, ubbidiente e sensibile, è un cane molto versatile: la sua capacità di apprendere e di decidere infatti, insieme all'innata pazienza, ne fanno un cane adatto agli impieghi più svariati. Nella famiglia identifica il gregge, o comunque la comunità, di cui ama tenere uniti i mebri. È un ottimo compagno/guardiano per i bambini, da lui considerati cuccioli o comunque soggetti più deboli da difendere. Anche se molto protettivo non è però mai morbosamente possessivo. Non è mai aggressivo benché sia un ottimo guardiano della casa, svolgendo un'efficace attività deterrente pur senza diventare mai pericoloso. È un cane rustico, non richiede che pochissime cure da parte del proprietario. Una particolare attenzione va posta soltanto al momento della formazione dei boccoli, quando è necessario districare il pelo con le mane per favorirne il loro naturale assembramento. Una grossa limitazione alla diffusione del Pastore Bergamasco è la notevole massa di pelo che fa temere possa trasformarsi in un ricettacolo di cattivi odori. Gli esperti della razza sottolineano che il pelo può sì emanare cattivo odore, ma solo se il cane viene rinchiuso in spazi limitati come box o canili, senza avere la possibilità di scorazzare all'aria aperta. È dunque molto importante che questo cane abbia la possibilità di muoversi e passeggiare al verde. È originario della Spagna ed è molto diffuso in Catalogna. Viene anche chiamato Gos D'Altura. La varietà diffusa è quella a pelo lungo, soprattutto perché la pastorizia in Spagna trova la sua diffusione principale nelle zone pedemontane, tra i monti iberici, l'Aragona e i Pirenei, dove il clima risulta piuttosto rigido. La razza è stata riconosciuta nel 1929. Si disputa fra gli esperti sull'origine di questo simpaticissimo cane che, oltre al Pastore dei Pirenei, ha moltissimo in comune anche con l'italiano Pastore Bergamasco. La coda è inserita piuttosto bassa, Può essere lunga e superare leggermente il garretto, o corta al di sotto dei 10 cm. Pende, a riposo, a uncino nella parte inferiore. In azione si alza allegramente. I colori sono fulvo, sabbia e grigio. Se invece prevale il nero, e si combina solo con peli bianchi, il risultato è un nero che sembra coperto di brina. Il mantello è a pelo lungo, piatto, ruvido, con abbondante sottopelo su tutto il posteriore. Barba e baffi sul muso, con ciuffo e sopracciglia. Le orecchie sono inserite alte, sottili, triangolari e terminanti a punta. La testa è robusta, leggermente convessa e larga lla base, non pesante e ben proporzionata. Stop ben percettibile ma non accentuato. Muso diritto, piuttosto corto, a forma di tronco piramidale. Le sue prerogative sono rimaste integre nei secoli per effetto della selezione fatta dai pastori nella loro pratica quotidiana. In particolare si sono fatti accoppiare gli elementi più validi ed equilibrati. Il risultato è un cane mai litigioso, e, semmai, piuttosto solitario, il pastore Catalano è completamente dedito al suo lavoro che consiste non solo nel condurre ai pascoli il bestiame ma anche nel sorvegliarlo per evitare che invada terreni coltivati o si disperda, con tutti i pericoli e le conseguenze che ne possono derivare. Non crea particolari problemi al suo proprietario. Si affeziona infatti a tutti i membri della famiglia e risulta tollerante con i bambini. Gli esperti della razza lo sconsigliano però a chi possiede solo un piccolo appartamento. Infatti il pelo, la taglia e il suo carattere che talvolta risulta essere poco remissivo, potrebbero comportare qualche problema. È semmai consigliabile tenerlo in giardino, dove potrà svolgere egregiamente le sue funzioni di guardiano dei beni del padrone. I Mammiferi viventi si dividono in due sottoclassi: Prototeri Prototheria e Teri Theria. Una terza sottoclasse, gli Alloteri Allotheria, include specie esclusivamente fossili. I Prototeri Prototheria comprendono l'unico ordine dei Monotremi Monotremata, considerato un ramo discosto dal corso principale dell'evoluzione della classe. Il nome dell'ordine con un solo buco indica che condividono con Rettili ed Uccelli la presenza della cloaca, che costituisce il tratto terminale del canale digerente, dell'apparato escretore e di quello riproduttore. Essi sono inoltre ovipari e condividono con i Metateri il fatto di avere una temperatura più bassa e meno costante di quella degli Euteri. I Monotremi non possiedono veri capezzoli: il liquido mammario cola su ciuffi di peli da cui è leccato dal cucciolo . Appartengono all'ordine l'ornitorinco e l'echidna. gatto domestico Felis silvestris catus è un mammifero carnivoro di piccola taglia della famiglia dei felidi genere Felis. Venne introdotto in Europa dall'antico Egitto dove era considerato un animale sacro; in alcuni casi veniva mummificato e messo sui sarcofagi delle famiglie più ricche. Si può trovare allo stato selvatico ne esistono ancora diverse specie, ma prevalentemente vive nell'ambito domestico. La sua temperatura corporea oscilla fra i 38° e i 38,5°C; la frequenza respiratoria normale è di 10/20 respiri al minuto e quella cardiaca di 110/140 battiti al minuto. Il suo corpo è agile, flessibile e massiccio, tale da consentirgli di camminare in modo silenziosissimo e di spiccare grandi salti; le sue unghie retrattili più precisamente protrattili, dato che nella condizione ordinaria di riposo si trovano nascoste e sono estratte solo all'occorrenza gli permettono di arrampicarsi sugli alberi con grande agilità. Il gatto è dotato di un'eccellente vista grazie alla quale può vedere in condizione di scarsissima luminosità; percepisce la profondità e l'estensione delle cose per merito della sua visione binoculare, mentre di giorno la sua vista perde alcune potenzialità. Ha una forte percezione del movimento, ma non distingue bene i dettagli; inoltre si ritiene che distingua una parte dei colori, anche se non riesce ad individuare il colore dei dettagli minuti, come la maggior parte dei mammiferi. Il suo udito è molto sensibile: infatti riesce a captare rumori molto diversi e distanti anche alcune fasce di ultrasuoni distintamente sia con un orecchio che con l'altro; al contrario, percepisce male i toni bassi. Anche l'olfatto del gatto è altamente sviluppato: riesce a sentire l'odore della femmina a centinaia di metri di distanza. Ha un senso del gusto molto sviluppato grazie al quale può percepire una minima variazione nel sapore dell'acqua. Eppure, non riesce a distinguere il dolce dal salato. La sua lingua è coperta da piccole papille che la rendono molto ruvida, e gli permettono di snodare il pelo durante la sua tolettatura salvo casi particolari, i gatti si o ogni giorno e di raschiare la carne dalle ossa. I baffi di questo felino sono chiamati vibrisse, molto importanti per la sua stabilità e per percepire gli ostacoli; è anche grazie ad esse che riesce ad orientarsi nel buio più assoluto. Il gatto dopo circa 10 mesi di vita è già in grado di riprodursi: la riproduzione avviene anche più volte all'anno e la gestazione dura circa 65 giorni, dando alla luce in media quattro gattini ciechi, sordi e inermi. Nel giro di un paio di settimane gli occhi dei cuccioli si aprono, e in poco tempo si sviluppano tutte le altre capacità. Raggiungono la dentizione permanente all'età di sei mesi. Condizioni particolarmente favorevoli ad esempio la stabilità della temperatura degli ambienti domestici, possono favorire nella femmina una comparsa precoce dell'estro, a partire anche dai 5 mesi di età, ma non si hanno dati consolidati sull'eventuale corrispondente fertilità. Il colore del pelo è molto vario; pare che in origine fosse di colore grigio-marrone tigrato in modo da potersi mimetizzare durante la caccia, ma ora con la domesticazione se ne trovano con pelo di tutte le tonalità e di varie lunghezze. Il pelo assolve ad una funzione importantissima di termoregolazione, dal momento che il gatto è uno degli animali con il più elevato rapporto fra superficie epidermica e peso, essendo perciò esposto al rischio di una notevole dispersione termica. Le contorsionistiche e minuziose manovre di toelettatura hanno perciò il compito di preservare, attraverso l'azione orientante e la pulizia eventuali elementi estranei potrebbero infatti aprire i, la compattezza del pelo come protezione dal freddo. Ma la stessa operazione è anche un espediente per proteggersi dal caldo: leccandosi infatti il gatto si inumidisce il pelo con la saliva, che evaporando lo rinfresca. Per comunicare il gatto miagola, soffia, ringhia, lecca, fa le fusa. In questo modo esprime sofferenza, gioia, necessità o altri stati d'animo. Soffia quando è aggressivo e per spaventare potenziali nemici anche altri gatti, miagola quando è insoddisfatto o per esprimere dolore o comunque per richiamare attenzione, o ancora quando si accoppia o durante il calore in questo caso con effetti acustici raramente apprezzati dall'uomo; fa le fusa, principalmente, quando è contento ed appagato o per incoraggiarsi in un momento di pericolo. I gatti sono spesso fonte di ispirazione per lavori artisticiIngrandisciI gatti sono spesso fonte di ispirazione per lavori artisticiLe fusa sono un suono somigliante ad un sordo brontolìo che il gatto emette per la rapidissima ritmica contrazione del diaframma. Come detto, la principale ragione di emissione parrebbe essere una condizione di piacere anche ad esempio il piacere di ritrovare un oggetto caro, che spiega come mai si facciano le fusa ad oggetti, una manifestazione di affetto la gatta puerpera ad esempio ne riserva quantità abbondanti ai piccoli nati e certamente ogni gatto le fa ad un buon padroncino, ma possono essere anche sintomi di incertezza e, per motivi non ancora chiari, possono apparire anche nelle fasi aggressive dell'accoppiamento. In fase di aggressività, specialmente nel rapporto con altri gatti e talvolta durante la cattura del topo, il gatto può emettere un ringhio di tonalità molto bassa e profonda, in genere considerato l'ultimo avviso prima dell'attacco. Non comunica solo con la voce, ma anche con il muso, sfregandolo contro chi gli è vicino in segno di amicizia la raggiunta amicizia fra due gatti si ratifica con una sorta di bacio fra i rispettivi musi; le femmine usano peraltro strofinare un lato del collo su oggetti o sulle gambe dell'uomo, ma il gesto corrisponde solo ad una marcatura del territorio che, nel caso dell'uomo, va letta come una manifestazione di possessività esclusiva nei confronti del padrone così che altri gatti non abbiano ad avvicinarglisi, ciò che invece fanno con anche maggior coraggio proprio per il principio della sovrapposizione delle marcature. Quando è spaventato o aggressivo tira indietro le orecchie e tende i baffi; solleva la coda in atto di saluto oppure comunica con il corpo rizzando il pelo quando è spaventato o vuole incutere paura. La coda ritta con la sola punta piegata da un lato è indice di benessere, di piacere. La coda agitata ritmicamente, talvolta sbattuta con una certa forza da un lato all'altro, è indice invece di un certo nervosismo pronto a trasformarsi in aggressività; ma va detto che lo stesso movimento è usato dalla madre per fornire un primo o sui generis ai cuccioli, trasmettendo loro l'istinto ad aver curiosità per le cose lungiformi in moto per un certo tempo infatti, almeno sino allo svezzamento, la madre sopporta che la coda sia a, anche con unghie e denti, dai figli. Il gatto inoltre, in determinate occasioni, usa leccare altri esseri viventi. Oltre alla madre che lecca i cuccioli per stimolare dall'esterno l'avvio di alcune funzioni biologiche ad esempio escretorie, per insegnare loro la cura del pelo e per trasmettere loro i connotati olfattivi della a, il gatto può leccare anche l'uomo con cui sia in confidenza. Diverse ipotesi sono state avanzate dagli etologi circa questa condotta, ma non si è raggiunta una certezza univoca. Si è notato come l'azione del leccare concluda invariabimente ciascun insegnamento impartito dalla madre ai cuccioli e si è supposto che il messaggio trasmesso sia una rassicurazione ad esempio durante l'addestramento al combattimento che l'eventuale sorprendente dinamicità dei giochi non abbia escluso il cucciolo dalla a riconosciuta. Un eventuale messaggio di a nella sfera affettiva potrebbe perciò, a detta di alcuni comportamentalisti, spiegare la leccatura dell'uomo, massimamente effettuata dalle femmine. Dall'uso materno del leccare i cuccioli, peraltro, per ricordo assimilato ad istinto, il gatto deriva il piacere di essere accarezzato dall'uomo. Ogni gatto è capace di sviluppare nel corso dei suoi primi anni una vera e propria à, facoltà che lo rende un apprezzato animale di compagnia. Sebbene molti suoi comportamenti vengano poi antropizzati, e quindi considerati in termini squisitamente umani, è bene comunque tenere a mente che un gatto, in genere, non ragiona come noi. Il gatto è un animale di relativamente recente addomesticazione e per questo conserva una sua naturale diffidenza e indipendenza. Differentemente dal cane, il gatto non considera l'uomo come parte delle gerarchie riconosciute, ne conosce però l'utilità della simbiosi e ne teme le proporzioni dimensionali. Non sviluppa quindi un rapporto sottomesso verso un o, anche perché difficilmente si integra in branco, ma solo una sottomissione utilitaristica, finalizzata ad esigenze di protezione e di nutrizione, del tutto temporanea, destinata cioè a scomparire celermente nel caso venissero a mancare gli elementi di vantaggio. Il gatto mostra del resto una notevole inclinazione verso il ritorno alla vita selvatica che in ottica umana si traduce, in sistemi fortemente antropizzati, in randagismo ed anche il suo territorio naturale, vasto sino ad una decina di chilometri per i maschi dominanti, si riflette nell'istinto di mal sopportare contrariamente ad una diffusa credenza la costrizione in àmbiti limitati. La quotidiana passeggiata risponde proprio alla necessità istintiva di controllo accurato del proprio territorio, eseguito metodicamente e con regolarità quasi meccanica. Per effettuarla, ove costretto, il gatto studia con intensità di volizione ogni possibile forma di evasione, abbandonando il tentativo solo per sopraggiunta stanchezza. Il vasto territorio del gatto almeno un chilometro di raggio dalla sua sede stabile per i maschi, almeno 200 metri per le femmine comprende tutta quella parte di mondo che abbia conosciuto a seguito di esplorazione. A seconda delle inclinazioni caratteriali, può esprimere maggiore o minore vocazione all'esplorazione, ma una volta conosciuta una data porzione di territorio, la marca con i suoi odori e la apprende come irrinunciabilmente sua; le stesse stanze di un appartamento, una volta che gli siano note, divengono suo territorio al quale si riserva di riaccedere a piacimento, per questo irritandosi dinanzi alla famosa "porta chiusa" che con l'interessata osservazione può imparare ad aprire saltando sulla maniglia. Due esemplari di gatto domesticoIngrandisciDue esemplari di gatto domesticoLa memoria del territorio è costruita solo additivamente, nel senso che apprende di quanto venga o al territorio, ma non di quanto ne venga sottratto anche da sé medesimo: la scoperta della tana di un topo, ad esempio, porterà il gatto a passare sempre a controllarla nonostante egli stesso abbia catturato il topo, e sappia quindi che è abbandonata, e malgrado non ve ne tornino altri. L'istinto territoriale, si è congetturato, dovrebbe avere relazione con esigenze istintuali di conservazione della specie, riscontrandosene un'accentuata riduzione a seguito di sterilizzazione. Nella convivenza con l'uomo il gatto rivela la sua rilevante capacità di adattamento e di continua riconsiderazione delle priorità vitali. Fra queste, la protezione è un elemento di primissimo piano, dato che il sonno è la fase più pericolosa e che il gatto vive dormendo per i due terzi del proprio tempo. Lo è ben più della priorità di alimentazione, dato che il gatto è capace di sopravvivere per circa un mese senza mangiare e per molti giorni senza bere, ed in ogni caso in mancanza dell'uomo trova comunque modo di mettersi in caccia. La rassicurante presenza umana può dunque indurlo a stabilire i suoi ritmi in modo da far coincidere i turni di veglia del felino con quelli del sonno del suo padrone, cui non resta che accudire un compagno la cui presenza appare per questo poco dinamica. Anche le caratteristiche feline, ben attrezzate per la caccia notturna, contribuiscono a tendenzializzare questo tipo di soluzione. Fra gli istinti del gatto però, vi sono anche quelli dell'affettività e, in taluni esemplari che per storia genetica od individuale vi siano inclini, può svilupparsi anche un animus protettivo nei confronti dell'uomo. Il gatto domestico è spesso nutrito con gli avanzi dei pasti o con mangimi appositi, ma quando si presenta l'occasione, può diventare un ottimo predatore. Sue prede abituali sono uccelli passeri e fringuelli in particolare e topi, che cattura con un balzo. Non disdegna neanche le lucertole ma a volte, specie se parzialmente rinselvatichito, uccide persino conigli, gallinacei, maialini o uccelli palustri. Riesce anche a pescare pesci o rane. Esistono casi di gatti che riescono a sopraffare vipere o colubri. Per variare, a volte cattura cavallette o chiocciole. Insomma, è un cacciatore completo. Mangia soprattutto le parti più tenere della preda. Il gatto ha un'alimentazione molto varia ed è per questo che riesce a sopravvivere quasi ovunque. Gli accessori necessari per tenere un gatto in appartamento sono di solito una ciotola per l'acqua, una per il cibo ed una lettiera per l'igiene dell'animale. Il gatto spesso non ha bisogno di una cuccia in quanto sa trovare da solo un angolo della casa che sia suo gradimento: lo si può trovare a dormire ovunque, di solito negli angoli più caldi, più asciutti o più ventilati della casa - a seconda della stagione. Chiunque abbia un gatto in casa sa di avere con sé un amico indipendente, affettuoso, astuto e intelligente. Prova della sua intelligenza è la sua prudenza e la sua curiosità; non dimentica chi gli ha fatto del male e si affeziona a chi gli vuole bene. È opportuno portare il gatto a fare un controllo medico dal Medico Veterinario almeno una volta ogni sei mesi. Difficilmente l'animale apprezzerà le attenzioni forzose del medico controllo degli occhi, della temperatura, della dentizione, della motilità articolare. .. e ancor meno le iniezioni di vaccino, ma il buonsenso insegna la necessità di queste visite. Il benessere del gatto durante queste visite può essere migliorata se durante le stesse il gattino avesse a disposizione dei giochi e del cibo, potesse esplorare l'ambulatorio e tornare spesso e volentieri nelle prime settimane di vita al fine di socializzare col suo medico curante. L'uso della gabbia non deve essere limitato ai trasporti verso l'ambulatorio veterinario, altrimenti tale oggetto verrà associato ad una esperienza stressante come le iniezioni e non sarà facile convincere il gatto ad entrarci. Per ovviare a questa problematica è bene tenere sempre a disposizione la gabbia aperta, inizialmente con cibo ed acqua, per farlo abituare fino a permettere d'usarla per i grandi spostamenti in tranquillitàIl gatto domestico è una grande compagnia che sa capire gli umori delle persone e sa donare un senso di rilassamento; si dice anche che la sua presenza faccia abbassare la pressione agli ipertesi. Animale per niente ingombrante e dai costi relativamente bassi - salvo eventuali capricci che certi gatti domestici sviluppano sovente - richiede una ciotola sempre piena di cibo fresco mangia poco e molto spesso nella giornata, anche 12-13 volte al giorno, regolandosi autonomamente e la lettiera sempre in ordine, pulita e asciutta, preferibilmente più d'una. La regola dovrebbe essere una lettiera per ogni gatto più una per tutti: 1 x N + 1Molti gatti vivono per strada, in ogni parte del mondo: certe culture li considerano sacri, altre convivono in modo indifferente con una popolazione randagia che va a caccia di piccoli roditori e piccoli uccelli. In alcune città, grandi colonie di felini sono nutrite da gattari, persone impegnate di propria iniziativa nella distribuzione di cibo e cure ad animali senza casa. Nell'antico Egitto il gatto aveva un ruolo molto importante: era considerato sacro, e non si poteva ucciderlo; spesso chi ne uccideva uno veniva a sua volta privato della vita; molte volte alla sua morte, il gatto veniva mummificato e addirittura adorato. Bastit, dea dell'amore e della fertilità, la cui statua si trovava presso un cimitero di gatti, veniva rappresentata con il corpo da donna e la testa da gatto. Anche in Thailandia e in Sud America il gatto era ritenuto sacro: vi sono tracce della sua venerazione già nell'arte precolombiana. Non così era nel medioevo, dove il gatto veniva spesso bruciato perché, per via della sua vita notturna, si pensava fosse imparentato col diavolo. In tutto il mondo si trovano segni della presenza, nell'antichità, dei gatti: infatti sono stati raffigurati su monete, francobolli, sculture e pitture e venivano dipinti anche su antichi vasi di terracotta. Dei gatti si sono occupati diversi celebri scrittori come Kipling, Eliot, Carroll che fa colloquiare Alice nel paese delle meraviglie con un gatto del Cheshire e Perrault, che nella sua celebre fiaba al gatto fa addirittura indossare un paio di stivali. I babilonesi consigliavano di tenere un gatto in ogni casa perché aiutava a mantenerle pulite forse per la sua abilità nel cacciare i topi. Infine, anche svariati fumetti moderni sono disegnati con gatti come personaggi: basti pensare al Gatto Felix, al duo Tom e Jerry e Gatto Silvestro. Un bellissimo cartone animato della Disney Gli Aristogatti con protagonisti un'allegra banda di mici ha fatto divertire bambini di ogni generazione. Il gatto ha stimolato anche la fantasia di numerosi poeti e autori di canzone: basti pensare a Charles Baudelaire che l'ha citato nei suoi fiori del male, e a Pablo Neruda, che a questo felino ha dedicato addirittura un'ode Ode al gatto; indimenticabile sono diventate poi alcune canzoni di successo come La gatta di Gino Paoli, Quarantaquattro gatti, Volevo un gatto nero ed El mÈ gatt dei Gufi. Da questa pagina possiamo accederealle varie razze di quel lupo addomesticatoche vive con noi esseri umani da più di 10mila anni e che l'uomo ha plasmatoin tutte le forme e le dimensioni che piùgli servivano creando più di 400 razze,per avere da lui un aiuto nei più diversi compiti per la caccia, lapastorizia, per la difesa, per la guardia ,per uccidere i ratti ,per combattere,per aiutare i pescatori o più semplicemente per fargli compagnia. Le schede di ogni razza verranno inserite in queste pagine, mano a manoche i visitatori ce le richiederanno, in modo che la nostra enciclopedia deicani sia in continua crescita diventando un opera completa e sempre aggiornata. Il termine cucciolo viene genericamente indicato per definire gli animali al loro stato immaturo post-natale, l'equivalente del bambino nell'essere umano. In biologia, e in senso più generale, il termine cucciolo indica genericamente i piccoli di tutti gli animali, ma viene usato di solito per riferirsi ai piccoli dei mammiferi. Per gli altri animali di solito si usano altri termini: larve o pupe, se in stato più avanzato per gli invertebrati, avanotti per i pesci, pulcini o nidiacei per gli uccelli, girini o anche larve per molti anfibi. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha una missione: si batte senza sosta per aiutare gli animali in difficoltà, abbandonati, maltrattati, non rispettati. Nella realizzazione di questo obiettivo conta sul supporto generoso di molti volontari. Chiunque desideri sacrificare una piccola porzione del suo tempo libero a favore dei trovatelli può farlo. Da questo suo impegno riceverà un'enorme soddisfazione. Essere ripagati dallo sguardo dolce di un cane, dal suo festoso agitarsi per una coccola, una carezza, una passeggiata fuori dal rifugio, è qualcosa che non ha prezzo. Diventare volontari è semplice. Basta visitare il canile più vicino alla propria città e chiedere di poter aiutare attivamente i trovatelli. Requisiti richiesti Una forte carica umana, una buona dose di disponibilità, un pizzico di umiltà. Vi siete mai chiesti come potrebbe cambiare la vostra vita grazie alla presenza di un cane Immaginate allora il calore di uno sguardo amico che non chiede niente se non una carezza, la sensazione di protezione che potrete assaporare insieme a questo fedele animale e la gioia che vi regalerà la sua compagnia. Se lasciate libera la fantasia facilmente potrete scegliere di avere un cane e le necessarie considerazioni sul lavoro in più che vi darà, sulle ipotetiche noie relative alla sua cura, si scioglieranno come bolle di sapone all'aria. Dotarsi della compagnia di un cane Ë un ottimo metodo antidepressivo, in quanto la sua presenza mette allegria nella famiglia, dà modo di ritrovarsi insieme per gioire con lui, riempie eventuali momenti di solitudine. La presenza di un cane ha un importante effetto educativo sui bambini, aiuta il percorso di crescita dell'adulto poiché lo rende responsabile nei suoi confronti, aiuta spesso a ritrovare un equilibrio, imponendoci di trovare più spazi per lui e per noi stessi. Accompagnare il cane in lunghe passeggiate, necessarie per la sua salute, stimola il regolare movimento del suo padrone, con effetti benefici riguardo allo stile di vita di quest'ultimo, talvolta troppo sedentario. Il cane è sinonimo di protezione, guardia, difesa. La sua presenza tranquillizza e dà sicurezza a persone che si trovano a passare molto tempo da sole Inoltre il cane risveglia la sensibilità e il desiderio di ridere e giocare, ci dona fedeltà, gioia, dedizione ed è doveroso, per chiunque decida di intraprendere un'avventura con questo meraviglioso animale, sapergli rendere altrettanta cura e intenso affetto. . perchè educazioneL'educazione del cane è utile e necessaria per una buona e piacevole convivenza con il proprio gruppo famigliare e per il suo legittimo inserimento nella società degli umani. I cani non sono in grado di discriminare ciò che è giusto o sbagliato, il loro comportamento è molto legato all'istinto ed alla conservazione della specie, le regole della società degli uomini non rientrano nella loro sfera di comprensione. Osservandolo nella sua piena indipendenza, si può notare che, gli atteggiamenti auspicabili per un buon inserimento, sono già innati in lui; infatti sa sedersi, sa sdraiarsi, sa non mordere, sa stare zitto, sa stare fermo, sa aspettare ed altro ancora, il proposito dell'educatore, è di metterlo in condizioni di imparare quando e dove dovrebbero essere attuati. La vita quotidiana e l'ambiente famigliare, sono la migliore palestra in cui esercitarsi e dove vengono messi in risalto difetti e pregi nel rapporto tra cane e padrone. Approfittando delle infinite opportunità che la convivenza mette a disposizione, è possibile incanalare il comportamento del cane in una direzione consona e accettabile senza ledere la sua libertà e senza sottoporlo a tutte quelle forzature che un addestramento intensivo comportano. Se l'idea è di tuo gradimento, benvenuto e buona navigazione. Adotta un cane è un sito dedicato a tutti quei cani sfortunati che sono stati abbandonati e che adesso sono ospiti dei canili delle province di Torino e Vercelli. Se hai intenzione di prendere un cane, prima di acquistarne uno, dai un'occhiata all'elenco dei cani disponibili. Sono cani sani, vaccinati, di ogni taglia e razza. Non aspettano altro che essere adottati da umani buoni come loro. I cani detenuti all'aperto devono disporre di un ricovero ben costruito con materiale isolante ed impermeabilizzato. La detenzione dei cani alla catena deve essere evitata. Qualora si renda necessaria, occorre che all'animale sia quotidianamente assicurata la possibilità di movimento libero e che la catena sia mobile, con anello agganciato ad una fune di scorrimento di una certa lunghezza. Qualora i cani siano detenuti prevalentemente in spazi limitati, è necessario uno spazio adeguato. Fatte salve esigenze particolari di razza, i locali di ricovero devono essere aperti sull'esterno, per consentire sufficiente illuminazione e ventilazione. Lo spazio occupato in modo permanente dai cani deve essere mantenuto in buone condizioni igieniche. Ogni cane deve avere costantemente a disposizione acqua da bere. Il cibo, fornito almeno quotidianamente, deve essere adeguato all'età ed alle condizione fisiologiche dell'animale. COME CI SI DEVE COMPORTARE CON UN CANE ABBANDONATO I cani vaganti ritrovati, catturati o comunque ricoverati presso i canili comunali o rifugi per cani, non possono essere soppressi, né possono essere destinati alla sperimentazione. I cani catturati o ritrovati devono essere immediatamente ricoverati presso il canile sanitario e sottoposti a visita veterinaria. I cani vaganti catturati, regolarmente tatuati, devono essere restituiti al legittimo proprietario, il quale deve provvedere al ritiro. Trascorsi 60 giorni dalla notifica d'avvenuto ritrovamento del cane, il mancato ritiro o la mancata rinuncia alla proprietà sono equiparati all'abbandono. I cani vaganti non tatuati catturati; se non reclamati entro il termine di sessanta giorni, possono essere ceduti a privati che diano garanzia di buon trattamento o ad associazioni protezionistiche, previo trattamento profilattico, o inviati presso canili rifugio. I cani ricoverati nel canile sanitario e nei canili rifugio, possono essere soppressi, in modo eutanasico, ad opera di medici veterinari, soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosità I POSSESSORI DI CANI DEBBONO Applicare idonea museruola ai cani non condotti a guinzaglio quando si trovino nelle pubbliche vie o in altro luogo aperto al pubblico; applicare guinzaglio e museruola ai cani di grande taglia e a tutti quei cani che possano incutere spavento o molestare persone o arrecare danno di qualsiasi genere; applicare guinzaglio e museruola ai cani eccezionalmente condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto; Nelle aree private è fatto obbligo ai proprietari delle stesse, di segnalare al Servizio Veterinario della A. U. S. L. , entro 48 ore, la presenza di cani randagi vaganti all'interno delle stesse. In mancanza di tali segnalazioni, il cane verrà ritenuto di proprietà e quindi soggetto agli obblighi previsti dall'anagrafe canina. È consentito tenere senza guinzaglio né museruola i cani da guardia, ma soltanto entro i limiti dei luoghi da sorvegliare purchè non aperti al pubblico. È pure consentito tenere senza guinzaglio né museruola cani da pastore e quelli da caccia quando vengono utilizzati rispettivamente per la guardia delle greggi e della caccia. ACCESSI PROIBITI AI CANI È severamente proibito l'accesso dei cani nei seguenti luoghi: - mercati in genere- giardini pubblici; - cimiteri; -ospedali; -luoghi destinati all'esercizio del culto; - teatri e cinematografi; - tutti gli esercizi pubblici in genere quando l'esercente ritenga, per validi motivi, di vietarne l'accesso con l'esposizione di un cartello. I conduttori di cani debbono, in qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico passaggio, essere in possesso di apposita paletta a sacco e provvedere all'immediata rimozione dei residui organici dei propri cani dal suolo pubblico. ANAGRAFE CANINA E TATUAGGIO I proprietari o detentori di cani, sono tenuti ad iscrivere i propri animali all'anagrafe canina, entro dieci giorni dalla nascita o dall'acquisizione del possesso, presentando apposita denuncia presso gli uffici della A. U. S. L. . Analoga comunicazione deve essere fatta anche in caso di cessione ad altro proprietario, smarrimento o morte dell'animale. All'atto dell'iscrizione viene compilata apposita scheda segnaletica. Gli allevatori detentori di cani a scopo di commercio, hanno l'obbligo di tenere un apposito registro di carico e scarico degli animali. Il servizio veterinario della A. U. S. L. provvede, entro trenta giorni dall'iscrizione all'anagrafe, al tatuaggio degli animali, mediante impressione di una sigla di riconoscimento composta da: - numero A. U. S. L. ; - sigla della provincia; - numero d'iscrizione all'anagrafe canina. Il tatuaggio dovrà essere effettuato nella parte interna della coscia destra o orecchio destro. Le tecniche impiegate per il tatuaggio sono tali da non arrecare sofferenza all'animale. Per i cuccioli il tatuaggio deve essere effettuato tra il terzo ed il quarto mese di vita. I tatuaggi possono essere effettuati anche da veterinari liberi professionisti SANZIONI PER CHI MALTRATTA I CANI Chiunque si accanisca verso animali senza necessità o li sottoponga a sofferenze o sevizie o li detenga in luoghi incompatibili con la loro natura o abbandoni animali domestici, Chiunque organizzi o partecipi a spettacoli o manifestazioni che comportino strazio o sevizie per gli animali, Chiunque abbandoni cani custoditi presso la propria abitazione, Chiunque ometta di scrivere il proprio cane all'anagrafe canina, Chiunque, avendo iscritto il cane all'anagrafe canina, ometta di sottoporlo al tatuaggio, Chiunque faccia commercio di cani al fine di sperimentazione, in violazione delle leggi vigenti in tutti questi casi verranno applicate le sanzioni previste dalla legge in vigore COME POSSO INTERVENIRE, RICONOSCERE E SOCCORRERE UN CANE ABBANDONATO L'animale solitario può attrarre la nostra attenzione, a patto che si osservi in maniera non superficiale il suo comportamento. L'animale spaventato, stressato, con chiare difficoltà di orientamento, rivela il suo stato d'animo, con diversi atteggiamenti: lo sguardo sperduto, il movimento affannoso o, al contrario, l'immobilità assoluta per ore e ore nello stesso luogo, le fughe improvvise e immotivate con pericolosi attraversamenti di strada la nostra sensibilità ci deve suggerire le prime mosse: tranquillizzare, nutrire, ospitare e soprattutto dare da bere all'animale. Subito dopo, bisogna informare il servizio veterinario della A. U. S. L. , che provvederà a rintracciare il proprietario, se il cane è provvisto di tatuaggio o a farlo ricoverare presso il canile sanitario. Di animali domestici e del loro rapporto con l'uomo, di questo ci occupiamo nel sito. Il nostro obiettivo è realizzare un portale enciclopedico sugli animali domestici interagendo con voi. Grazie alle domande ai consigli e alle critiche che ci farete incrementeremoUNA BELLA NOTIZIA: il 5% MILLE ALLE ONLUS!!!!VITADACANI ONLUS È TRA LE ASSOCIAZIONE ACCREDITATE PER RICEVERE IL VOSTRO 5% MILLE. Un modo semplice ed efficace con cui potete sostenerci in modo concreto. Questa nuova norma, introdotta dalla legge Finanziaria 2006, permetteDi scegliere a che ente o associazione di volontariato destinare la quotadel 5% mille dell'IRPEF relativa al periodo 2005. Come si fa:SEMPLICEMENTE APPONENDO LA VOSTRA FIRMA in uno dei quattro riquadri che compaiono sui modelli di dichiarazione ed INDICANDO IL CODICE FISCALE DI VITADACANIATTENZIONE, segnatevi quindi il nostro CODICE FISCALE che é 10734290157Nulla cambia per il contribuente rispetto alla cifra dovuta al fisco!(N. B. non si tratta dell'8%mille che rimane ed é altra cosa!!),DEVOLVERE A NOI IL VOSTRO 5 % MILLE E 'UN GESTO SEMPLICE, PER NOI IMPORTANTISSIMO, PER CONTINUARE A LAVORARE IN DIFESA DEI DIRITTI ANIMALI , ASSICURANDO A TUTTI GLI OSPITI DEL PARCOCANILE VITADACANI UNA BELLA EDEGNA VITA, E DI PORTARE AVANTI I NOSTRI PROGETTI- DL4:recupero beagles da laboratorio- CERBERO: recupero cani pericolosi- LAVALLEDEIGOBLIN: recupero cani disabili- PORCIKOMODI : recupero animali da carne e da reddito- VITADATOPI: recupero roditori da laboratori di vivisezioneGRAZIE DI CUORE A TUTTI!!!Per maggiori ino : 02 93871132 - 349 0581076 -vitadacani@vitadacani. orgADOTTA UN AMICO PELOSOADOTTA A DISTANZA UN AMICO PELOSOFocus on:ADOZIONE A DISTANZA: SOSTIENI ANNA E I SUOI AMICI PELOSIAggiornamento: raccolti al 30 novembre 100 euro, chi vuole spedire cibo per gatti e cani direttamente ad Anna può farlo, fino a 30kg costa 8 euro con paccocelere3, per informazioni contattateci alla mail: adozioniadistanza@vitadacani. orgSEGNALAZIONE MALTRATTAMENTI. 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